Dicono che è proprio proprio bello

I film e le serie tv in streaming da non perdere quest'anno, secondo la newsletter del Post che ogni settimana li consiglia

Rhea Seehorn in una scena di Pluribus (Apple TV)
Rhea Seehorn in una scena di Pluribus (Apple TV)
Caricamento player

Scegliere un film o una serie tv tra le molte – a volte troppe – proposte delle piattaforme in streaming non è sempre facile, e per questo da quasi tre anni esiste Dicono che è bello, la newsletter del Post che ogni giovedì consiglia cosa vale la pena guardare.

Per aiutarvi a scegliere anche tra i consigli di Dicono che è bello, le ultime due puntate di agosto raccolgono i migliori suggerimenti dell’anno, che si possono ancora guardare sulle piattaforme: quelli insomma che sono proprio proprio belli. La prima di queste due puntate è uscita giovedì scorso e la trovate qua sotto. La seconda puntata uscirà giovedì 27 agosto e sarà riservata alle abbonate e agli abbonati del Post, come è abitualmente Dicono che è bello. Per riceverla puoi abbonarti anche tu, e poi iscriverti da qui.

QUALCOSA DI MAI VISTO
Pluribus (2025) Apple TV+ 📺



Carol Sturka è una delle tredici persone in tutto il mondo rimaste naturalmente immuni a un virus alieno che ha contagiato gli altri esseri umani. L’effetto è la trasformazione dell’umanità in una pacifica mente collettiva, privata di conflitti e infelicità. I tredici immuni sono trattati con tutti i riguardi ma Carol non riesce ad accettare la situazione e decide di mettersi di traverso.

È la trama meno prevedibile scritta da Vince Gilligan, creatore di Breaking Bad e poi Better Call Saul, che dopo 18 anni lascia quel mondo narrativo e per la prima volta crea qualcosa di nuovo. È una serie molto ricca e molto diversa dalle altre. A lungo ci si può chiedere di cosa parli realmente, ma la narrazione è comunque molto appassionante. Come spesso accade nelle serie c’è un mistero (cosa intende fare questa nuova entità collettiva?) ma il punto è la relazione tra una protagonista poco conciliante e molto scorbutica e il resto del mondo, ora riunito in un unico grande cervello che sa tutto perché attinge alle conoscenze di tutte le persone.

Parte del fascino della serie è anche quanto questa interazione ricordi il modo in cui i nuovi sistemi di intelligenza artificiale si comportano con noi, con grande gentilezza e disponibilità, e la diffidenza che nonostante questo suscitano.

QUALCOSA DI TESO
A House of Dynamite (2025) Netflix 🎥

Un missile con testata nucleare è stato lanciato contro gli Stati Uniti. Non è ancora chiaro chi l’abbia fatto partire né verso quale punto del paese sia diretto. Vediamo per tre volte i medesimi venti minuti che separano la partenza del missile dal suo arrivo, ma dai diversi punti di vista di chi deve decidere cosa fare per evitare l’impatto e, forse, una guerra che potrebbe annientare tutti.

È questo il cuore di A House of Dynamite, il nuovo film di Kathryn Bigelow, presentato un anno fa alla Mostra del cinema di Venezia: una dimostrazione eccezionale di scrittura e regia della tensione. Tutto è molto chiaro, pur trattandosi di una storia di istituzioni, sigle, nomi in codice e dipartimenti. Ogni elemento è spiegato con precisione mentre si costruisce passo dopo passo la paura dell’inevitabile e si mostra, al momento decisivo, come vengono prese le decisioni cruciali.

Un film d’impegno civile e al tempo stesso un thriller ai massimi livelli del cinema contemporaneo.

QUALCOSA DI POETICO
Train Dreams (2025) Netflix 🎥

La vita di un uomo lungo buona parte del Novecento americano, prima tra i monti, poi al lavoro per la costruzione di una ferrovia e infine in una casa senza elettricità. Saltiamo cronologicamente di evento in evento, guardiamo il protagonista assistere a violenza, amore e calamità, partecipando a una vita ordinaria, come molte altre, nei suoi alti e bassi.

Lo stile ricorda quello dei film di Terrence Malick, molto contemplativo, di eccezionale cura fotografica, che mette i personaggi umani a confronto con la natura, senza mai dare loro un peso maggiore rispetto a quello dell’acqua o della luce. È la storia di una vita in cui accadono anche cose terribili, ma tutto è mostrato con grande quiete e con l’obiettivo di costruire l’intimità di un uomo che sembra vivere passivamente ma che accumula emozioni inespresse.
È probabilmente uno dei migliori film che Netflix abbia mai distribuito, sicuramente il più poetico, nel senso che usa le immagini nel modo in cui le poesie usano le parole: per suggerire idee e sensazioni più elevate di ciò che è mostrato.

Come capita con questo tipo di film, almeno quando sono riusciti, alla fine si arriva a un livello di partecipazione tale che anche solo un sospiro di stupore del protagonista, che finalmente sente qualcosa, può commuovere.

QUALCOSA DI ROMANTICO
Eternity (2025) Apple TV 🎥

Nell’aldilà ognuno ha qualche giorno di tempo per scegliere in quale angolo di paradiso trascorrere l’eternità. E con chi. Joan e Larry, sposati da una vita, muoiono a pochi giorni di distanza e quindi possono scegliere la medesima “eternità”. Solo che nel Crocevia, la zona di transizione, Joan rincontra anche un amore mai sopito: il suo primo marito morto giovane, che l’ha attesa per decenni. Ora deve fare una scelta.

È un film molto piccolo e senza eccessive pretese, una commedia leggera con un aldilà da commedia sofisticata, totalmente laico e organizzato come una grande azienda in cui nessuno sa chi sia il vero principale. L’idea è fare un film romantico classico, di quelli in cui la protagonista ha due possibili amori, uno rassicurante e dolce e un altro più appassionato: a fare la differenza è l’esecuzione. Miles Teller ed Elizabeth Olsen hanno esattamente la chimica di due persone che sono state sempre insieme e le molte gag sui possibili scenari in cui passare l’eternità sono davvero divertenti.

QUALCOSA DI AVVENTUROSO
Ghost Elephants (2025) Disney+ 🎥

Steve Boyes è un biologo che il regista Werner Herzog segue alla ricerca di una specie di elefanti non ancora catalogata e che, se esistesse, sarebbe la più grossa del mondo tra gli animali di terra. Ci sono le prove, le orme e le tracce, ma nessuno li ha mai visti. L’obiettivo della spedizione in Namibia e poi in Angola è trovarli e filmarli.

È stato evidentemente il documentario più bello dell’anno. Ha i mezzi e lo stile visivo del National Geographic (che lo ha prodotto e distribuito), e a tratti sembra di guardare un gruppo in viaggio per una battuta di caccia, solo con videocamere al posto dei fucili e smartphone al posto dei coltelli.

Il paradosso di un animale enorme che non si riesce a vedere è già abbastanza suggestivo, e in più Herzog costruisce come sempre un’epica dei sogni e degli obiettivi. E questo anche se non ha partecipato a tutta la spedizione. Per limiti di età infatti non ha potuto seguire gli altri nella parte più avventurosa: ha girato di persona le parti negli Stati Uniti e in Namibia ma ha diretto “a distanza” (cioè dando indicazioni a una persona di fiducia) le riprese in Angola.
Il film è stato presentato all’ultima Mostra del cinema di Venezia, in cui Herzog ha ricevuto il Leone d’oro alla carriera.

Ci sentiamo tra una settimana. Ciao!