La Romania ha distrutto un drone esplosivo vicino a un importante impianto per l’estrazione di gas naturale nel mar Nero

Una foto che il ministro della Difesa romeno Radu Miruță ha condiviso su Facebook, che mostra il drone distrutto dalla Romania il 20 agosto.
Una foto che sembra mostrare il drone distrutto dalla Romania (dal profilo Facebook del ministro della Difesa romeno Radu Miruță)

Giovedì il ministro della Difesa romeno Radu Miruță ha detto che la Romania ha intercettato e distrutto un drone esplosivo marittimo nel mar Nero, a poche centinaia di metri da Neptun Deep, un importante impianto per l’estrazione di gas naturale ancora in costruzione. Miruță non ha specificato la provenienza del drone, ma l’Ucraina ha negato che sia tra quelli usati dalle proprie forze armate, mentre il presidente romeno Nicușor Dan ha accusato la Russia.

Capita regolarmente che droni usati dalla Russia – e, più raramente, dall’Ucraina – entrino nel territorio romeno. A maggio un drone russo aveva colpito un palazzo a Galati, nella parte est del paese, ferendo due persone. Nelle ultime settimane però casi di questo tipo sono diventati più frequenti perché la Russia ha aumentato i propri attacchi contro obiettivi ucraini sul Danubio, come i porti di Izmail e Reni, vicini alla Romania. A inizio agosto due droni di tipo Gerbera, usati dalla Russia, erano stati intercettati e abbattuti sempre vicino all’impianto di Neptun Deep.

Il giacimento di gas naturale Neptun Deep si trova circa 160 chilometri a est della costa, e si stima che contenga circa 100 miliardi di metri cubi di gas: quando la Romania inizierà a sfruttarlo, diventerà il principale produttore di gas naturale tra i paesi dell’Unione Europea. Il progetto dovrebbe diventare operativo nel 2027.