Kevin Lamour, importante dirigente della FIFA che aveva criticato Gianni Infantino, ha lasciato il suo incarico
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La FIFA, l’organizzazione che governa il calcio globale e che organizza i Mondiali, ha comunicato che Kevin Lamour, che ricopriva il ruolo di Chief operating officer ed era quindi uno dei suoi più importanti dirigenti, non lavorerà più per la società. La motivazione non è stata resa nota, ma a fine luglio Lamour aveva criticato fortemente e pubblicamente il presidente Gianni Infantino per il piano con cui quest’ultimo ambiva ad aprire la FIFA a investitori esterni, tramite la creazione di una società sussidiaria chiamata FIFA Forward Enterprise (FFE). Non è chiaro se Lamour sia stato licenziato o si sia dimesso.
In un comunicato dato all’agenzia di stampa statunitense Associated Press Lamour aveva detto che il personale della FIFA era stato «ingannato» dalla mancanza di trasparenza di Infantino riguardo la creazione della FFE e che si trattava del progetto di una sola persona (ovvero di Infantino). Oltre a opporsi al progetto, aveva detto che «è giunto il momento che i leader politici del mondo del calcio si pongano le domande giuste e prendano le decisioni giuste», di fatto invitando a mettere in discussione la leadership di Infantino. Lamour aveva anche detto che queste critiche potevano portare al suo licenziamento, ma che questo non lo preoccupava.
Il piano della FFE era poi stato fortemente criticato al punto che la FIFA lo aveva ritirato e Infantino si era pubblicamente scusato. La UEFA, la confederazione che riunisce le 55 federazioni europee di calcio, aveva minacciato di boicottare i Mondiali se la FIFA non avesse ritirato il piano.
Il progetto prevedeva la creazione di una nuova società commerciale, la FFE, attraverso cui raccogliere nuovi investimenti mettendo sul mercato una quota dei ricavi futuri dei Mondiali e di altre competizioni. La FFE si sarebbe occupata della vendita di tutti i diritti connessi alla FIFA – sponsorizzazioni, biglietti, licenze, pacchetti televisivi – e della gestione operativa dei tornei. Le critiche riguardavano principalmente la poca trasparenza con cui era stato sviluppato il progetto e il timore che la società venisse usata da soggetti esterni al calcio per esercitare influenze indebite sulle decisioni della FIFA.


