Infantino ha chiesto scusa per il contestato piano di privatizzare la FIFA

Il progetto prevedeva una nuova società per gestire i ricavi commerciali dei Mondiali e di altri tornei, ma era stato criticatissimo

Il presidente della FIFA Gianni Infantino (AP Photo/Tony Gutierrez)
Il presidente della FIFA Gianni Infantino (AP Photo/Tony Gutierrez)
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Il presidente della FIFA Gianni Infantino ha chiesto scusa per la gestione della contestata proposta con cui la federazione che gestisce il calcio mondiale aveva ipotizzato di cedere a investitori privati una parte dei ricavi futuri legati ai suoi tornei. In una lettera Infantino ha scritto: «Ci scusiamo sinceramente per questi errori e ci impegneremo affinché non accadano di nuovo».

Le scuse sono arrivate dopo giorni di grosse tensioni dentro la federazione. Le enormi accuse rivolte al progetto avevano infine convinto la FIFA a ritirare il piano, ma le critiche contro Infantino non si erano fermate. Le scuse sono contenute in una lettera inviata alle federazioni affiliate e al Consiglio FIFA, organo che funziona un po’ come un consiglio di amministrazione della federazione, ed è firmata da Infantino e dal segretario generale della FIFA Mattias Grafström.

Il progetto proposto da Infantino prevedeva la creazione di una nuova società commerciale, chiamata FIFA Forward Enterprise, attraverso cui raccogliere nuovi investimenti mettendo sul mercato una quota dei ricavi futuri dei Mondiali e di altre competizioni. La nuova società si sarebbe occupata della vendita di tutti i diritti connessi alla FIFA – sponsorizzazioni, biglietti, licenze, pacchetti televisivi – e della gestione operativa dei tornei.

Le confederazioni e le federazioni nazionali si sono fin da subito molto lamentate del fatto che la FIFA avesse portato avanti un piano di questo tipo senza informare né coinvolgere nessuno, anche se poi sarebbe comunque servita l’approvazione delle 211 associazioni. La UEFA – la confederazione che riunisce le 55 federazioni europee di calcio – era stata quella più critica e aveva minacciato di non partecipare più ai Mondiali, se la FIFA non avesse ritirato la proposta.

Nella lettera in cui si è scusato per il progetto, Infantino ha riconosciuto che il Consiglio FIFA e le federazioni affiliate si sono sentite escluse dal processo decisionale, e che la gestione delle comunicazioni poteva essere migliore (inizialmente infatti il progetto era trapelato solo dai giornali). Ha annunciato anche un esame interno della vicenda, con un rapporto che sarà presentato al Consiglio FIFA nella prossima riunione.