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  • Domenica 16 agosto 2026

In Indonesia si continua a cercare tra le macerie

Il forte terremoto di sabato ha provocato la morte di decine di persone, e danneggiato gravemente centinaia di edifici

Agenti di polizia ispezionano una casa crollata a causa del terremoto di sabato nell'area di Manggarai, sull'isola di Flores, il 16 agosto 2026 (REUTERS/Terisno Adon)
Agenti di polizia ispezionano una casa crollata a causa del terremoto di sabato nell'area di Manggarai, sull'isola di Flores, il 16 agosto 2026 (REUTERS/Terisno Adon)
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Sull’isola di Flores, in Indonesia, proseguono i soccorsi per il terremoto di magnitudo 7.7 che sabato ha provocato la morte di almeno 51 persone, ferendone un altro centinaio. Secondo i dati preliminari dell’agenzia nazionale che si occupa di gestione delle emergenze, più di 900 case e migliaia di altri edifici sono stati danneggiati gravemente, comprese scuole, chiese e strutture mediche, ma ci vorrà ancora tempo per avere un’idea chiara dei danni.

Buona parte del territorio dell’isola di Flores, che si trova poco a est di Bali, è montuoso e ci sono centri abitati remoti, al momento isolati da frane. La situazione è stata aggravata dal fatto che dopo il primo terremoto ci sono state oltre 340 scosse di intensità inferiore (repliche), tra cui una di magnitudo 6.9.

Il ministero degli Esteri italiano ha detto che in questi giorni in Indonesia ci sono circa 5mila cittadini italiani, di cui circa 500 proprio sull’isola di Flores. Nessuno di loro risulta tra le vittime, ma l’ambasciata e l’unità di crisi stanno continuando a fare verifiche e a dare assistenza.

Il terremoto è avvenuto poco prima delle 6 di sabato, quando in Italia era quasi mezzanotte: ha avuto il suo epicentro una settantina di chilometri a nord dell’isola, l’ipocentro a circa 15 chilometri di profondità, ed è stato sentito anche a più di cento chilometri di distanza. Le aree più colpite sono quelle di Manggarai e di Manggarai Orientale, dove finora sono stati accertati rispettivamente 24 e 17 morti, ma ci sono danni, morti e feriti anche altrove.

Alcuni video girati nella città di Maumere, la più grande dell’isola, nella parte est, mostrano parti delle pareti esterne di un edificio nella zona del porto staccarsi e cadere sui camminamenti o in mare, mentre le persone sul posto cercano di scappare. Sia lì che altrove i soccorritori stanno ancora cercando tra le macerie degli edifici crollati. Intanto distribuiscono aiuti umanitari e danno assistenza alle oltre 5mila persone sfollate e stanno tentando di ripristinare l’elettricità e di mettersi in contatto con le zone isolate.

Inizialmente in seguito al terremoto era stata diramata un’allerta tsunami che aveva portato circa 2mila persone a ripararsi in zone più elevate, lontano dalle coste. L’allerta era poi stata revocata, senza che ci fossero effetti significativi.

Terremoti anche molto forti sono eventi relativamente frequenti in Indonesia, un arcipelago del Sudest asiatico composto da circa 17mila isole con oltre 270 milioni di abitanti. Il suo territorio si estende lungo la cosiddetta cintura di fuoco del Pacifico, ovvero la fascia di vulcani e faglie che circonda l’oceano, dove si incontrano le placche della crosta terrestre.

Nel dicembre del 1992 un terremoto di magnitudo 7.7 con epicentro proprio a Flores provocò uno tsunami con onde alte fino a 26 metri che uccise più di duemila persone. Nel dicembre del 2021 un altro di magnitudo 7.3 al largo di Maumere provocò la morte di una persona e oltre 170 feriti.