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  • Venerdì 14 agosto 2026

Gli 800 metri sono una gara un po’ a parte nell’atletica leggera

Servono sia velocità sia resistenza, ed è quindi difficile farli assieme ad altre gare; di recente sono stati battuti i due longevissimi record italiani

L'italiano Francesco Pernici guida un gruppetto di sei ottocentisti nelle semifinali degli Europei di Birmingham, in Inghilterra, il 12 agosto 2026 (AP Photo/Morgan Harlow)
L'italiano Francesco Pernici guida un gruppetto di sei ottocentisti nelle semifinali degli Europei di Birmingham, in Inghilterra, il 12 agosto 2026 (AP Photo/Morgan Harlow)
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Nelle ultime settimane sono stati battuti due storici record italiani di atletica leggera: il record maschile e quello femminile sugli 800 metri. Ci sono riusciti il 23enne Francesco Pernici (il 3 luglio a Nancy, in Francia) e la 25enne Eloisa Coiro (l’11 agosto, durante le batterie degli Europei di Birmingham, in Inghilterra). Quelle di Pernici e Coiro sono state due prestazioni notevoli perché i precedenti record italiani duravano rispettivamente da 53 e 46 anni.

Appartenevano a Marcello Fiasconaro e Gabriella Dorio. Fiasconaro lo fece il 27 giugno 1973, all’Arena Civica di Milano. All’epoca il suo tempo, 1:43,7, fu anche il record del mondo. Dorio fu invece la prima italiana a scendere sotto i due minuti negli 800 metri e a Pisa nel 1980 fece il tempo di 1:57,66.

Pernici e Coiro hanno abbassato i record di Fiasconaro e Dorio di un decimo di secondo ciascuno. La federazione italiana dell’atletica leggera, la FIDAL, ha scritto che il record di Fiasconaro «sembrava eterno» e che quello di Dorio era il più longevo dell’atletica femminile italiana. Giovedì Pernici è arrivato quinto agli Europei negli 800 metri; venerdì alle 22:46 Coiro gareggerà nella finale femminile.

Superare il record di Fiasconaro era un obiettivo di Pernici da almeno tre anni. Per diversi motivi (tra cui sospetti di doping tra gli atleti degli anni Settanta, Ottanta e Novanta), tuttavia, non è facile abbassare i tempi sugli 800 metri. Sono una distanza particolare nell’atletica: stanno un po’ in mezzo tra quelle veloci (100, 200 e 400 metri) e quelle medio-lunghe del mezzofondo, cioè i 1.500, i 5.000 e i 10.000 metri.

Gli 800 metri consistono in due giri di pista e hanno alcune caratteristiche sia delle prove più veloci (si parte ognuno nella propria corsia, ma senza blocchi di partenza) sia delle prove più resistenti (dopo la prima curva è possibile lasciare la propria corsia e spostarsi nella parte interna della pista).

Soprattutto di recente, chi corre forte negli 800 metri si deve specializzare quasi solo su questa distanza: l’ex mezzofondista e allenatore di atletica Giorgio Rondelli scrive che nessuno dei migliori ottocentisti degli ultimi anni è stato anche un quattrocentista di alto livello.

Alle Olimpiadi del 1976 il cubano Alberto Juantorena fu l’ultimo atleta, uomo o donna, in grado di qualificarsi per la finale dei 400 e degli 800 nella stessa edizione. Vinse addirittura la medaglia d’oro in entrambe le gare. È più frequente – ma non tanto frequente in assoluto – che qualcuno arrivi in finale nella stessa edizione delle Olimpiadi correndo 800 e 1.500 metri: ci sono riusciti per ultimi l’algerino Taoufik Makhloufi nel 2016 e la britannica Kelly Holmes nel 2004.

Il cubano Alberto Juantorena festeggia al termine della gara sugli 800 metri alle Olimpiadi del 1976 (Bettmann/Getty Images)

La maggior specializzazione è dovuta al fatto che negli 800 metri sono necessarie al contempo doti di velocità e resistenza. È quindi una distanza molto complessa da allenare, e non è facile allenarne anche altre. Bisogna avere uno scatto molto veloce per i finali di gara, quando la corsa viene decisa; ma anche un’ottima capacità aerobica, che consente una minor produzione di acido lattico – che intorpidisce i muscoli – durante i circa due minuti di sforzo intenso della gara.

«Negli ultimi 30 metri cominciavo a essere completamente imballato», ovvero con le gambe pesanti e poco reattive, disse l’inglese Sebastian Coe, oggi presidente della federazione internazionale di atletica, dopo aver migliorato il suo stesso record del mondo sugli 800 metri, nel 1981 a Firenze.

Anche mentalmente gli 800 metri sono una sfida diversa da qualunque altra distanza. È una gara difficile da interpretare: è assai veloce, ci sono spesso contatti e cadute e sono fondamentali anche tattica e tempismo. Anche per questo gli 800 metri hanno una reputazione così così tra gli atleti: c’è chi li ama e chi non li sopporta proprio. «Li detesto!», disse nel 2022 la mezzofondista italiana Nadia Battocletti.

Il danese Wilson Kipketer, detentore del record del mondo sugli 800 metri tra 1997 e 2010, disse nel 2010 che «nessuno conosce il segreto degli 800» metri, perché nei 30 o 40 anni precedenti pochissimi uomini erano riusciti a fare un tempo inferiore al minuto e 43 secondi. Nell’ultima finale olimpica, a Parigi 2024, invece, ci riuscirono sette atleti su otto, e quattro sono andati sotto il minuto e 42 secondi.

Le prestazioni sono notevolmente migliorate anche sugli 800 metri femminili. Se si qualificano, in finale agli Europei in corso a Birmingham ci saranno alcune delle atlete più famose e vincenti al mondo: la nederlandese Femke Broeders-Bol, la britannica Keely Hodgkinson e la svizzera Audrey Werro, che in semifinale era caduta ma è stata ripescata. Il record del mondo femminile (1:53,28) è il più longevo nell’atletica: dal 1983 appartiene alla cecoslovacca Jarmila Kratochvílová, ma il livello generale e gli ultimi tempi registrati indicano che in molte si stanno avvicinando a batterlo.

Broeders-Bol, due volte campionessa del mondo nei 400 metri a ostacoli, ha deciso di puntare agli 800 metri dall’inizio del 2026. Pur essendo un’atleta straordinaria ed esperta, Broeders-Bol ha detto che «ogni allenamento» che sta facendo per adattarsi agli 800 metri è «una nuova esperienza» e ogni volta «non ho idea di cosa succederà».

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