La Romania sta spegnendo l’unico reattore nucleare ancora attivo nel paese a causa del Danubio in secca

La centrale nucleare di Cernavoda, Romania, 3 agosto 2026 (AP/Andreea Alexandru)
La centrale nucleare di Cernavoda, Romania, 3 agosto 2026 (AP/Andreea Alexandru)

Nuclearelectrica, l’azienda energetica statale della Romania, ha detto di aver avviato le procedure per lo spegnimento temporaneo del secondo reattore nucleare della centrale di Cernavoda, l’unica nel paese, a causa dei livelli di acqua nel Danubio troppo bassi. L’acqua del fiume viene usata, tra le altre cose, per i sistemi di raffreddamento della centrale, ma per via della siccità in corso l’acqua è ora insufficiente.

È la prima volta che la centrale viene completamente spenta dal 2003. Il secondo reattore era l’unico ancora attivo, dato che l’altro era stato spento a luglio sempre per gli stessi motivi. I due reattori normalmente soddisfano un quinto della produzione energetica del paese.

A fine luglio la Romania aveva dichiarato lo stato di emergenza e chiesto sia alle aziende sia alle persone di ridurre i consumi di energia elettrica; aveva anche fatto esplodere alcuni sedimenti rocciosi lungo il Danubio per favorire lo scorrimento dell’acqua verso la centrale, ma la misura non è stata sufficiente. Adesso, per compensare la mancata produzione della centrale di Cernavoda, il ministero dell’Energia ha detto che è stata messa in funzione una centrale elettrica a lignite, un carbone fossile molto inquinante, e che è aumentato il ricorso all’energia eolica grazie alle condizioni atmosferiche favorevoli.

La Romania non è l’unica a essere in difficoltà: la crisi idrica in corso sta rendendo complessa la produzione di energia elettrica in molti paesi europei, compresa l’Italia.

– Leggi anche: Un’estate piena di alghe, sul Po a Torino in secca