Quando vedremo la prossima eclissi?
Uno spettacolo come quello di mercoledì ricapiterà l'anno prossimo, in un'area più piccola della Spagna; poi ci sarà da aspettare a lungo
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Dopo aver visto le immagini di quella di mercoledì, osservata soprattutto dalla Spagna, molte persone si stanno chiedendo quando sarà la prossima eclissi totale, un evento di quelli a cui può capitare di assistere una volta nella vita, e se si è fortunati. La prossima in realtà sarà tra poco, e di nuovo sarà visibile da aree relativamente facili da raggiungere; poi l’attesa sarà piuttosto lunga.
Il 2 agosto del 2027 la fascia di totalità, cioè la regione in cui la Luna oscura completamente il Sole, di un’eclissi solare attraverserà l’Atlantico, toccherà Gibilterra e la Spagna meridionale, ma in una fascia molto più ristretta di quella di mercoledì. Poi il Nord Africa — Marocco, Algeria, Tunisia e Libia — prima di entrare in Egitto e proseguire verso Arabia Saudita, Yemen e Somalia.
Dall’Italia apparirà come un’eclissi parziale, ma con una copertura del disco solare superiore al 90 per cento in Sicilia, fino a sfiorare la totalità a Lampedusa: il punto di massimo italiano, con il Sole coperto al 99,5 per cento, sarà in mare pochi chilometri a sud dell’isola. Quello 0,5 per cento però fa una differenza enorme: solo quando la copertura raggiunge il 100 per cento il cielo si fa buio, compaiono le stelle e attorno al disco nero della Luna si osserva bene la corona solare.

Se ne parla già come della “eclissi del secolo” perché la durata massima della totalità — il momento in cui la Luna oscura completamente il Sole — sarà di 6 minuti e 23 secondi, il che la rende l’eclissi solare totale più lunga facilmente osservabile dalla terraferma di tutto il XXI secolo (quella del 22 luglio 2009 durò di più, 6 minuti e 39 secondi, ma raggiunse il suo massimo in pieno oceano). Per un’altra totalità così lunga bisognerà poi aspettare il 3 giugno del 2114.
Durerà così tanto perché la Luna sarà vicina al perigeo, che è il punto della sua orbita più prossimo alla Terra, e apparirà quindi insolitamente grande; la Terra sarà vicina invece all’afelio, il punto più lontano dal Sole, che apparirà quindi leggermente più piccolo. Nel punto di massima durata, in Egitto, il Sole sarà a quasi 82 gradi sull’orizzonte: praticamente allo zenit.
La successiva eclissi totale sarà osservabile il 22 luglio 2028 dall’Australia e dalla Nuova Zelanda, poi ce ne sarà un’altra il 25 novembre 2030 nell’Africa meridionale e di nuovo in Australia. Seguiranno due eclissi totali difficilmente osservabili, il 14 novembre 2031 in pieno oceano Pacifico (in realtà totale solo per una parte del percorso) e un’altra il 30 marzo 2033 tra la Russia orientale e l’Alaska.
Il 20 marzo 2034 la totalità di un’eclissi passerà di nuovo su aree più popolate, tra l’Africa sahariana e il Medio Oriente. Per la successiva eclissi totale in Europa bisognerà aspettare il 12 settembre 2053, quando di nuovo farà un percorso simile a quello del 2027, passando per un breve tratto nel sud della Spagna.
Per un’eclissi solare totale osservabile dal territorio italiano bisognerà invece aspettare il 3 settembre del 2081. L’unica ad aver attraversato l’Italia nel Novecento fu quella del 15 febbraio del 1961; prima ancora bisogna risalire al 1870, quando la totalità passò sulla Sicilia. Quella del 2081 arriverà quindi esattamente 120 anni dopo la precedente.
– Leggi anche: Le foto dell’eclissi solare in Europa
Se quelle solari totali sono eventi a cui è difficile assistere, le eclissi di per sé non sono affatto rare: ne avvengono da quattro a sette ogni anno.
La prossima è tra pochissimo e per vederla non serviranno nemmeno gli occhiali protettivi. Il 28 agosto, a partire dalle 4:33 e raggiungendo il massimo alle 6:12, sarà visibile in Italia soprattutto dalla Sardegna e dalle regioni nordoccidentali. Non sarà però un’eclissi solare, come quella di mercoledì, ma lunare: la Terra passerà tra il Sole e la Luna, oscurando quest’ultima e colorandola di rosso. Non sarà però un’eclissi lunare totale, ma parziale, e infatti il disco sarà di un colore rosso poco intenso.

Un’eclissi lunare. (NASA)
Le eclissi lunari e le eclissi solari hanno più o meno la stessa frequenza, perché dipendono dalla stessa condizione: Sole, Luna e Terra devono allinearsi, una cosa che capita durante le “stagioni delle eclissi”, finestre di circa un mese che si ripetono ogni 173 giorni circa e in cui succedono almeno un’eclissi solare e una lunare, a una quindicina di giorni l’una dall’altra. Eppure, nel corso di una vita, capita molto più spesso di vedere la Luna eclissata che il Sole.
Il motivo sta nelle dimensioni delle ombre. L’ombra che la Terra proietta nello spazio quando è illuminata dal Sole è enorme, e durante un’eclissi la Luna ne viene coperta interamente: chiunque abbia la Luna sopra l’orizzonte in quel momento — cioè metà del pianeta — può vedere l’eclissi (anche se non tutti con la stessa copertura).
L’ombra che la Luna proietta sulla Terra, invece, è di poche centinaia di chilometri, e non è uguale dappertutto: c’è una parte più scura e compatta, l’umbra, e una più chiara e diffusa intorno, la penombra. L’umbra scorre sulla superficie terrestre — seguendo il moto della Luna intorno alla Terra e della rotazione terrestre — disegnando la cosiddetta fascia di totalità: solo chi si trova in quella regione vede il Sole scomparire del tutto, come successo mercoledì in Spagna. Tutto intorno, per migliaia di chilometri, si estende la penombra, da cui si vede un’eclissi parziale, come quella osservata dall’Italia.
Il 31 dicembre del 2028 ci sarà invece un’eclissi totale di Luna, la prima a cadere nella notte di San Silvestro dal 2009. Sarà visibile dall’Europa e la fase di totalità — con la Luna interamente immersa nell’ombra della Terra e tinta di un rosso molto intenso — durerà oltre un’ora. E non sarà l’ultima: nel 2029 ci saranno altre due eclissi totali di Luna visibili dall’Europa, una a giugno e una a dicembre.
– Leggi anche: Come reagivano le civiltà antiche alle eclissi



