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  • Martedì 11 agosto 2026

In Colombia proseguono i soccorsi dopo il terremoto

Più di 200 persone sono morte e centinaia sono ferite e disperse: i numeri continuano ad aumentare

Alcune persone spostano le macerie di un edificio danneggiato dal terremoto a Pereira, Colombia, 11 agosto 2026 (ANSA)
Alcune persone spostano le macerie di un edificio danneggiato dal terremoto a Pereira, Colombia, 11 agosto 2026 (ANSA)
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In Colombia ora è mattina e proseguono i soccorsi dopo il grave terremoto di lunedì nel nordovest del paese. In base agli ultimi dati delle autorità colombiane finora è stata accertata la morte di almeno 224 persone. Al momento le persone ferite sono più di 600 e gli edifici crollati sono 165. Migliaia di edifici sono stati danneggiati, comprese case, scuole e ospedali.

Con una magnitudo di 7.4 è stato il terremoto più grave della storia recente del paese: non è chiaro quante possano essere le persone ancora sotto le macerie degli edifici crollati, ma è probabile che il numero dei morti aumenti. Il nuovo presidente di estrema destra Abelardo de la Espriella, che si era insediato venerdì, ha dichiarato lo stato di disastro nazionale, una misura che gli consente maggiore autonomia nella gestione dell’emergenza e nella mobilitazione dei fondi per assistere le persone colpite.

L’epicentro del terremoto è stato vicino alla cittadina di San José del Palmar, che si trova in una zona montuosa nella provincia di Chocó, e l’ipocentro a una profondità di 103 chilometri. Tra le zone più colpite c’è quella di Cali, nella provincia della Valle del Cauca, vicino alle coste sull’oceano Pacifico, a circa 200 chilometri dall’epicentro: i morti sono 95 (Cali ha circa 2,3 milioni di abitanti).

Ci sono stati 66 morti e danni gravi anche a Pereira, dove vive circa mezzo milione di persone. La città si trova una cinquantina di chilometri a est rispetto all’epicentro, nell’area della Colombia nota per la coltivazione del caffè: per motivi di sicurezza è stato introdotto un coprifuoco notturno. Sono morte persone anche in altre città, tra cui Manizales, Quibdó e Medellín, e per i danni subiti sono stati chiusi diversi aeroporti, compresi quelli di Cali e Pereira.

Secondo i dati del servizio geologico nazionale, nella zona nordoccidentale della Colombia ci sono quasi quotidianamente scosse di terremoto di bassa intensità a causa della continua frizione tra la placca tettonica di Nazca e quella sovrastante. Negli ultimi decenni nell’area c’erano già stati forti terremoti, ma avevano provocato danni soprattutto a edifici. Anche se il terremoto di lunedì ha avuto origine in profondità, i suoi effetti sono stati peggiorati dal fatto che sia durato circa un minuto (si è sentito bene anche in Ecuador, a Panama e in Venezuela, dove a giugno c’erano stati due terremoti devastanti, con oltre 6mila morti).

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