Dopo dieci anni un pugile italiano potrebbe diventare campione del mondo
Etinosa Oliha combatterà sabato sera a Dublino per il titolo mondiale dei pesi medi IBF
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Sabato sera per la prima volta dopo dieci anni un pugile italiano potrebbe diventare campione del mondo. Nella boxe ci sono molti campioni del mondo, per via delle diverse categorie di peso e anche perché non c’è un’unica organizzazione mondiale. Le principali sono quattro: WBA, WBC, WBO e IBF. A Dublino il piemontese Etinosa Oliha combatterà per il titolo di campione mondiale nei pesi medi IBF, contro l’irlandese Aaron McKenna, considerato favorito per la vittoria.
Oliha ha 28 anni, è nato a Torino da genitori nigeriani e vive ad Asti da quando ne aveva 5. Finora ha disputato 22 incontri da professionista, vincendoli tutti e 22, 10 dei quali per ko, cioè mandando al tappeto l’avversario. Non ha però ancora affrontato pugili molto forti o noti: «Oliha ha superato agevolmente avversari di secondo piano in Italia e Germania, e McKenna sarà senza dubbio il banco di prova più difficile dei suoi otto anni di carriera», ha scritto il sito specializzato Ring Magazine.
Da quattro anni Oliha ha iniziato a collaborare con l’agenzia tedesca Agon Sports, motivo per cui ha combattuto gli ultimi match in Germania. Nel 2025 ha disputato un solo incontro, contro il tedesco Alexander Pavlov. L’incontro contro McKenna, che dovrebbe iniziare verso le 22:45 e verrà trasmesso da Sky e NOW, sarà il main event del meeting organizzato a Dublino da Zuffa Boxing, un’organizzazione fondata da Dana White, il presidente della UFC, la più importante lega di arti marziali miste al mondo (quella che ha organizzato anche l’evento alla Casa Bianca per gli 80 anni di Trump).

(Christof Koepsel/Getty Images)
In un articolo di presentazione del match su Sky Sport Insider, Fabio Tavelli ha parlato così di Oliha e McKenna: «Entrambi alti 1 metro e 85, entrambi in guardia classica: immaginare un incontro equilibrato è fin troppo scontato. Etinosa Oliha è il miglior peso medio italiano emerso nell’ultimo decennio. Meno conosciuto dal grande pubblico rispetto ad altri pugili di casa nostra, è però molto apprezzato dagli addetti ai lavori per il suo stile tecnico, la solidità mentale e la crescita costante».
A tutti e due, evidenziava Tavelli, manca spesso il colpo del ko, un pugno talmente forte da mandare al tappeto l’avversario. È ipotizzabile dunque che l’incontro finisca ai punti, e questo potrebbe favorire McKenna, che è irlandese e combatte quindi in casa. «Io vedo un match equilibrato, temo però che se andremo ai punti, e il risultato sarà sul filo, non saremo noi i prescelti», ha detto a Boxe Ring Web l’allenatore del pugile italiano Davide Greguoldo, secondo cui Oliha «deve convincere i giudici senza ombra di dubbi. Può farcela, ne ha le qualità».
Greguoldo è un allenatore apprezzato (il Fatto Quotidiano lo definisce «uno dei migliori maestri in Italia»), che sta facendo un ottimo lavoro anche con un altro pugile italiano, Alessio Lorusso. Ha una formazione non convenzionale, da «totale autodidatta. Nel senso che Greguoldo non ha mai combattuto in vita sua. Ha ‘imparato’ la boxe sui libri e girando il mondo osservando quelli che sarebbero diventati suoi colleghi, oltre che fonti di ispirazione», si legge ancora su Sky Sport Insider.
Né Oliha né McKenna sono attualmente campioni del mondo. Il titolo mondiale dei pesi medi IBF è stato infatti reso vacante lo scorso marzo, quando è stato tolto al kazako Jänibek Älimxanulı perché aveva violato le norme antidoping. L’ultimo italiano a vincere un titolo mondiale era stato, nel gennaio del 2016, Giovanni De Carolis, nella categoria pesi supermedi della WBA.



