Un fortissimo giocatore di beach volley in una squadra forte di pallavolo
Dopo anni trascorsi a giocare e vincere sulla sabbia, il norvegese Anders Mol farà una stagione indoor con il Verona Volley
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Nella prossima stagione il norvegese Anders Mol giocherà nel Verona Volley. Verona è una delle migliori squadre del campionato italiano maschile di pallavolo e Mol uno dei migliori giocatori al mondo: sulla sabbia, però. Negli ultimi dieci anni infatti ha giocato quasi solo a beach volley, vincendo (e spesso rivincendo) tutti i principali tornei: le Olimpiadi, i Mondiali, gli Europei e varie tappe del tour élite.
Pallavolo e beach volley sono due sport con molte cose in comune, come buona parte dei gesti tecnici e delle situazioni di gioco. Hanno però anche molte differenze, a cominciare chiaramente dalla superficie su cui si muovono i giocatori, ma anche e soprattutto dal fatto che a beach si gioca 2 contro 2, mentre a pallavolo 6 contro 6. È un po’ come se un fortissimo giocatore di calcio a 5 o di beach soccer andasse a giocare in una forte squadra di Serie A nel calcio a 11. I passaggi da uno all’altro comunque non sono così comuni tra gli atleti affermati, in particolare in questa direzione, cioè dalla sabbia all’indoor. Avviene semmai il contrario, con giocatori di pallavolo che durante la pausa estiva si mettono a fare tornei di beach (lo ha fatto, tra gli altri, Ivan Zaytsev).
Per questi motivi, e per la notorietà di Mol nel beach volley, del suo arrivo a Verona si è parlato parecchio. Il direttore sportivo Adi Lami ha detto al Post che non si aspettava tutta questa attenzione mediatica, e che quella di Verona non è stata una scelta di marketing, ma «tecnica. Siamo contenti di aver preso un atleta di esperienza incredibile. Per mentalità, determinazione e tecnica sarà di grande utilità nello spogliatoio».
Mol, che ha 29 anni, a Verona sarà l’opposto di riserva; l’opposto è il giocatore che attacca dalla parte destra del campo (guardando la rete) e che di solito ha le maggiori responsabilità in attacco. Lami ritiene che Mol darà un contributo soprattutto a muro, visto che nel beach volley è uno dei migliori al mondo nel fondamentale, grazie a un tempismo, a un’elevazione e a una lettura del gioco fuori dal comune. Certo, in questo come in molte altre cose dovrà fare alcuni aggiustamenti: a beach volley per esempio il muro viene fatto sempre 1 contro 1, mentre a pallavolo lo si fa spesso con 2 o 3 giocatori. «Dovrà adattarsi soprattutto alla velocità della palla, che indoor è più alta», dice Lami.
Un muro di Anders Mol
Il direttore sportivo di Verona racconta che lo scorso giugno, mentre era in Slovenia a seguire una tappa della Nations League (un torneo annuale per nazionali concluso da poco), gli era stata «buttata lì l’idea, nelle varie chiacchiere con i procuratori». Ha scoperto in sostanza che Mol aveva intenzione di cimentarsi con l’indoor. Lami, l’allenatore di Verona Fabio Soli e tutto lo staff tecnico della squadra quindi hanno preso in considerazione l’idea, iniziando a «costruire il percorso di adattamento fisico e tecnico alla pallavolo indoor che Mol dovrà affrontare». Parlando tra di loro e con il giocatore si sono convinti quasi subito che l’esperimento potesse funzionare, e hanno deciso di provarci.
Da settembre a maggio quindi Mol si prenderà una pausa dal beach volley per dedicarsi alla stagione con Verona, con cui ha un accordo di esclusiva. Poi comunque ricomincerà sulla sabbia, con l’obiettivo di arrivare alle Olimpiadi del 2028 con il suo compagno Christian Sørum, con cui vinse l’oro a Tokyo nel 2021.
L’ultima stagione di alto livello nell’indoor per Mol fu la 2016-2017, quando giocò nel campionato belga e nella Champions League con il Maaseik. L’ultima volta in assoluto fu nel 2020 quando, da beacher già affermato, giocò in Norvegia con il Førde Volleyballklubb. In Norvegia, dove l’accesso allo sport di base è ben sostenuto e incoraggiato, è abbastanza comune che atlete e atleti alternino beach volley e pallavolo quando sono giovani: «L’idea di fondo è semplice: prima si costruisce un atleta completo, capace di leggere il gioco, muoversi, saltare e colpire in condizioni molto diverse tra loro; solo dopo si decide dove specializzarlo», si legge nell’ultimo numero della newsletter Fuori Rete, che parla proprio dell’arrivo di Mol nel campionato italiano.
Un attacco di Mol durante la finale per l’oro olimpico a Tokyo
Su Instagram lo stesso Mol ha definito il suo passaggio a Verona «un’opportunità che non pensavo avrei mai avuto», con cui potrà imparare dai migliori (il campionato italiano è il più competitivo al mondo), acquisire nuove prospettive e «diventare di nuovo uno studente del gioco, per uscire dalla comfort zone». Pensa soprattutto di poter diventare un giocatore migliore sulla sabbia attraverso ciò che imparerà durante la prossima stagione indoor.



