Sulle spiagge dell’Adriatico ci sono migliaia di dischetti neri di origine incerta

Si ritrovano da più di un anno, ora anche in Puglia: probabilmente arrivano da un impianto di trattamento delle acque, ma non si sa quale

Foto dei dischetti ritrovati sulle spiagge pubblicate dall'associazione Archeoplastica
Foto dei dischetti ritrovati sulle spiagge pubblicate dall'associazione Archeoplastica
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Sulle spiagge italiane del mare Adriatico si ritrovano da più di un anno piccoli dischetti neri di plastica leggermente concavi, con la superficie corrugata: è probabile derivino da un impianto di trattamento delle acque reflue ma non si è ancora capito quale sia il punto in cui vengono dispersi in acqua. I loro ritrovamenti sono iniziati in Veneto e recentemente ce ne sono stati anche sulle spiagge di Molfetta, vicino a Bari, in Puglia.

Le associazioni Plastic Free Italia e Archeoplastica, impegnate nel contrasto all’inquinamento da plastica, hanno identificato i dischetti come supporti per biofilm, cioè elementi di plastica usati negli impianti di depurazione delle acque come superficie su cui crescono i batteri che decompongono e rimuovono le sostanze organiche inquinanti. Nei primi ritrovamenti erano accompagnati anche da pezzi di tubi corrugati e guaine di plastica, altri materiali che suggeriscono come origine una dispersione accidentale da parte di un impianto di trattamento dell’acqua.

Per via di dove sono stati trovati inizialmente, si ritiene che siano portati in mare dal fiume Adige (che sfocia in Veneto a nord del delta del Po), e che quindi l’impianto di depurazione che li utilizza sia da qualche parte nel suo bacino, in Trentino-Alto Adige o in Veneto. La questione è oggetto di ricerche scientifiche ed è stata segnalata alle forze dell’ordine italiane, ma nonostante il tempo passato dai primi ritrovamenti il loro punto di dispersione nell’ambiente non è ancora stato rintracciato.

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