C’è un calciatore di Serie A di cui non si sa niente da due settimane
È Lameck Banda, del Lecce: la squadra ha detto di essere preoccupata
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Il calciatore Lameck Banda non è con i suoi compagni del Lecce a Bad Loipersdorf, in Austria, dove la squadra si sta allenando per la prossima stagione di Serie A. Mercoledì il direttore sportivo del Lecce Stefano Trinchera ha detto al Corriere della Sera che «da due settimane non abbiamo più notizie di Banda, così come non ne hanno i suoi agenti».
Banda è zambiano e ha trascorso diverse settimane nel suo paese d’origine durante l’estate, che è l’unico periodo in cui un calciatore non gioca a calcio. Ha 25 anni, è un esterno d’attacco e uno dei migliori giocatori del Lecce. Come molti altri compagni di squadra, era stato convocato per visite mediche e test atletici per domenica 12 luglio, in un centro medico di Cutrofiano e al campo sportivo di Martignano, in provincia di Lecce. Non si è presentato e il 15 luglio la squadra si è spostata in Austria per gli allenamenti. Il 21 luglio il Lecce aveva genericamente detto che Banda non era potuto tornare in Italia a causa di «problematiche logistiche e burocratiche».
Vari giornali tra cui il Corriere della Sera hanno scritto che l’ultima volta che Banda è stato visto era all’aeroporto di Lusaka, in Zambia, una settimana fa, ma non è chiaro chi l’abbia visto e da dove arrivi questa informazione.
Secondo una ricostruzione di Repubblica, è possibile che Banda non sia tornato ad allenarsi per «ripicca per un trasferimento che la società giallorossa [il Lecce] avrebbe bloccato». Pare che il Lecce ne stesse trattando la cessione alla squadra saudita dell’Al-Fateh, ma il trasferimento non si sia concluso. Il contratto di Banda col Lecce scadeva lo scorso giugno, ma era stato rinnovato di un ulteriore anno grazie a una clausola che il Lecce aveva esercitato. A tutti gli effetti, dunque, Banda è ancora un calciatore del Lecce.
In un’intervista il direttore sportivo Trinchera ha incolpato Banda dell’assenza, dicendo al Corriere di essere deluso e che «il ragazzo pagherà le conseguenze del suo comportamento». In un’altra intervista ha aggiunto però: «Iniziamo tutti a essere preoccupati che possa essere accaduto qualcosa che non c’entri col calcio».



