È stato annunciato per giovedì uno sciopero dei dipendenti della Roma, per gli spostamenti nei negozi del club

La Curva Sud dello Stadio Olimpico durante una partita della Roma (ANSA/RICCARDO ANTIMIANI)
La Curva Sud dello Stadio Olimpico durante una partita della Roma (ANSA/RICCARDO ANTIMIANI)

È stato annunciato per giovedì 30 luglio uno sciopero dei dipendenti della società calcistica A.S. Roma, per protestare contro il ricollocamento nei negozi di merchandising di dipendenti che avevano altre mansioni. I sindacati Filcams Cgil e Fisascat Cisl hanno annunciato anche un presidio davanti alla sede della società e hanno chiesto l’intervento della Regione Lazio. La questione aveva già portato a un’assemblea dei lavoratori in cui era stato proclamato lo stato di agitazione: a luglio 38 dipendenti (su circa 300 della società) provenienti dalla comunicazione e dal marketing, ma anche dalla segreteria sportiva e da altri settori, erano stati spostati nei negozi, con ruoli legati alla vendita di magliette e merchandising.

Secondo i dipendenti e i sindacati l’operazione è in realtà una sorta di «licenziamento collettivo mascherato», cioè una mossa per spingerli ad andarsene, mettendoli a fare un lavoro completamente estraneo alle loro competenze e per cui non sono stati formati. Da tempo la gestione dei Friedkin, la famiglia statunitense proprietaria del club dal 2020, cerca di ridurre le spese anche attraverso molte esternalizzazioni. L’AS Roma dice si tratta di una ristrutturazione della forza lavoro, con spostamenti da mansioni che non erano più prioritarie verso altre che invece considera più strategiche in vista degli eventi per il centenario dalla fondazione, e con i progetti per il nuovo stadio. I sindacati denunciano il mancato «rispetto dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori e delle norme poste a tutela del lavoro».

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