Il Brasile ha richiamato il suo ambasciatore in Argentina perché il presidente argentino ha insultato quello brasiliano

Il presidente argentino Javier Milei con il senatore brasiliano Flávio Bolsonaro durante l'evento che ufficializzava la candidatura di quest'ultimo il 25 luglio 2026 (AP Photo/Ettore Chiereguini)
Il presidente argentino Javier Milei con il senatore brasiliano Flávio Bolsonaro durante l'evento che ufficializzava la candidatura di quest'ultimo il 25 luglio 2026 (AP Photo/Ettore Chiereguini)

Domenica il ministro degli Esteri brasiliano ha richiamato per consultazioni il proprio ambasciatore in Argentina e ha convocato l’ambasciatore argentino in Brasile. Lo ha fatto per protestare contro le frasi pronunciate dal presidente dell’Argentina Javier Milei sabato sera a San Paolo in Brasile, che ha insultato il presidente brasiliano Lula. Milei stava partecipando all’evento con cui veniva ufficializzata la candidatura per le presidenziali di ottobre di Flávio Bolsonaro, il figlio di Jair Bolsonaro, l’ex presidente di estrema destra del Brasile che è agli arresti domiciliari perché è stato condannato a 27 anni di prigione per il tentativo di colpo di stato del 2023.

Milei ha idee politiche simili a quelle dei due Bolsonaro ed è un loro alleato politico. Si è invece più volte scontrato, anche con toni violenti, con l’attuale presidente del Brasile Luiz Inácio Lula da Silva, che invece è di sinistra, altrettanto candidato alle presidenziali di ottobre. Sabato sera Milei ha insultato Lula definendolo tra le altre cose «un ladro», senza nominarlo esplicitamente. Ha insultato anche il giudice della Corte Suprema del Brasile Alexandre de Moraes chiamandolo «spazzatura calva» per non avergli permesso di visitare l’ex presidente Jair Bolsonaro che si trova agli arresti domiciliari. De Moraes è anche il giudice che si è occupato dei processi contro Bolsonaro.

Richiamare un ambasciatore è una decisione piuttosto drastica e poco frequente, specie fra paesi che hanno storicamente buoni rapporti come Argentina e Brasile, ma il suo valore è soprattutto simbolico. Concretamente significa che l’ambasciatore torna nel suo paese per un tempo indefinito, da pochi giorni fino a diverse settimane o mesi, e generalmente torna al suo posto quando i governi dei due paesi si chiariscono o risolvono i problemi che avevano portato al richiamo dell’ambasciatore.

Diplomatici brasiliani, intervistati dal giornale Folha de S.Paulo, hanno affermato che quanto avvenuto non ha precedenti da quando i due paesi sono tornati a essere delle democrazie negli anni Ottanta.