Per partecipare al Festival di Bayreuth bisogna faticare

E sopportare sedute scomode, temperature asfissianti e vari disagi pur di assistere alle tragedie di Wagner nel miglior modo possibile

Il teatro d'opera di Bayreuth, in Germania, 12 agosto 2014 (Photo by Timm Schamberger/Getty Images)
Il teatro d'opera di Bayreuth, in Germania, 12 agosto 2014 (Photo by Timm Schamberger/Getty Images)
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Venerdì è iniziata la 150esima edizione del Festival di Bayreuth, la rassegna musicale dedicata alla messa in scena delle tragedie di Richard Wagner che si svolge ogni anno nel Festspielhaus, il teatro d’opera della città tedesca di Bayreuth. È uno degli eventi più ambiti tra gli appassionati di opera, che ogni anno cercano di accaparrarsi con larghissimo anticipo uno tra i pochi e costosissimi posti del Festspielhaus, la cui capienza di poco meno di 2mila posti è enormemente inferiore alla domanda.

Oggi il Festspielhaus è una delle sale da concerto più leggendarie al mondo, per la sua storia ma anche per la sua particolare acustica, la migliore possibile per ascoltare le opere di Wagner, che la progettò di persona. Parteciparvi è in parte una questione di status, ma chi ci riesce lo descrive spesso anche come una specie di prova di forza scandita da stress, difficoltà logistiche e un costante disagio, anche fisico.

Bayreuth è infatti una cittadina tutto sommato piccola, con circa 75mila abitanti. Gli alberghi sono pochissimi e perlopiù fatiscenti, e per facilitare gli spostamenti ed evitare di pernottare in località vicine bisogna prenotare una stanza molti mesi prima. Una volta risolto il primo problema (trovare dove dormire), però, cominciano tutti gli altri.

Il Festspielhaus si trova sulla cosiddetta “collina verde” (Grüner Hügel), un belvedere raggiungibile a piedi in circa mezz’ora dal centro città. Fu costruito nel 1876 dall’architetto Otto Brückwald sotto la supervisione dello stesso Wagner, che lo fece realizzare appositamente per portare in scena L’anello del Nibelungo, la sua monumentale tetralogia ispirata ai miti nordici e incentrata sulle vicende di Wotan, Alberich, Sigmund, Sieglinde, Sigfrido, Brunilde e dell’anello magico che conferisce poteri sovrannaturali.

Da allora non ha subito interventi di rinnovamento. La sala centrale è ampia, ma molto poco ariosa; e non è mai stata climatizzata, circostanza che porta gli spettatori a ritrovarsi zuppi di sudore ancora prima dell’inizio della rappresentazione, visto che il festival si tiene in piena estate. La situazione può essere spiacevole per chi acquista un posto al centro della sala. Il teatro è infatti sprovvisto del classico corridoio centrale che divide in due la platea: di conseguenza, chi occupa quelle posizioni è costretto a disturbare decine di altri spettatori per qualsiasi necessità (andare in bagno, soprattutto).

Questi disagi sono particolarmente sentiti visto che, notoriamente, le opere del Ring, come viene chiamato L’anello del Nibelungo, sono lunghissime anche per gli standard del teatro d’opera. L’oro del Reno, la prima tragedia della tetralogia, dura circa due ore e mezza, ed è composta da un unico atto senza intervalli. La Valchiria, la più famosa e quella che include la celebre “Cavalcata delle Valchirie”, dura poco meno di quattro ore (per tre atti, escludendo gli intervalli), più o meno come Sigfrido. L’ultima opera, Il crepuscolo degli dei, è ancora più lunga. Nel mese del festival vengono eseguite più volte, assieme alle altre composizioni più celebri di Wagner.

(Timm Schamberger/Getty)

La storia delle proverbiali seccature connesse al festival è ormai antichissima. Nel 1876 un corrispondente del New York Times disse che a Bayreuth c’erano tre, quattro locande in tutto, ma nessuna «poteva fregiarsi dell’appellativo di albergo». Lo scrittore Mark Twain, che la visitò nel 1891, le dedicò il racconto Al santuario di San Wagner, in cui tra le altre cose scrisse che «la città è piena di ristoranti, ma sono tutti piccoli e scadenti». E il compositore Pëtr Čajkovskij raccontò che in un’occasione una figura russa di «altissimo rango» non riuscì a trovare un posto per pranzare, e durante il festival dovette spezzare la fame bevendo molti caffè. I giornalisti e i critici che partecipano al festival raccontano esperienze simili ancora oggi.

Per Wagner, comunque, l’anonimato e la piattezza di un posto come Bayreuth erano dei pregi. Apprezzava la cittadina proprio perché era totalmente sprovvista di eventi che potessero competere con il suo festival.

(Jens Schlueter/Getty)

Wagner sognava di rappresentare L’anello del Nibelungo in un festival dedicato, un evento unico da tenersi in una sala da concerto progettata ispirandosi ad alcune caratteristiche che aveva visto in altri teatri d’opera in cui aveva lavorato nei decenni precedenti. Dopo anni di tentativi e progetti falliti, ottenne i finanziamenti necessari da Ludovico II di Baviera, e individuò nella città di Bayreuth il luogo dove costruire l’edificio.

È un caso più unico che raro di teatro costruito appositamente su esigenze strutturali e acustiche così precise. Praticamente tutte le altre sale da concerto al mondo sono state progettate in modo da essere molto più versatili, e per valorizzare spettacoli diversi: dalle opere liriche ai concerti per pianoforte, dalle sinfonie più monumentali alla musica da camera, fino in certi casi ai concerti di musica moderna. Il Festspielhaus invece è stato concepito fin dall’inizio come un teatro d’opera che potesse esaltare le tragedie di uno dei più grandi compositori di sempre, sia nel suono che nella resa estetica.

Wagner voleva creare un’esperienza diversa da quella che aveva caratterizzato la sua epoca. A suo avviso frequentare le sale da concerto era diventata principalmente un’attività mondana con cui i nobili prima, e i borghesi poi, ostentavano il proprio status e mantenevano le relazioni con il resto dell’alta società. E in questo modo avevano finito per tradire lo spirito originario delle tragedie greche, che venivano rappresentate davanti a tutti i cittadini liberi nei teatri dell’antica Grecia.

Anche per questo, il Festspielhaus fu costruito senza palchi laterali, e con i seggiolini disposti ad arco così da consentire uguale visibilità rispetto al palco. Assistendo alle opere rappresentate, gli spettatori del Festspielhaus di Bayreuth non vedono l’orchestra, che Wagner volle sistemare in una profonda buca coperta da un tetto per separarla visivamente e acusticamente dalla platea. Wagner desiderava infatti che il pubblico si concentrasse unicamente su quello che succedeva sul palco, senza la distrazione rappresentata dai movimenti del direttore d’orchestra e degli orchestrali, e senza che la luce di cui necessitavano per leggere gli spartiti e suonare infastidisse gli spettatori.

Per lo stesso motivo, l’illuminazione in sala era tenuta al minimo durante le rappresentazioni, in modo da impedire che le persone leggessero il libretto. Il tetto che copriva parzialmente la buca serviva anche ad attenuare il suono proveniente dall’orchestra, per bilanciarlo con le voci dei cantanti. Wagner scrisse la sua ultima opera, Parsifal, tenendo proprio conto dell’acustica del Festspielhaus, e inizialmente non ne autorizzò l’esecuzione altrove.

Il Festspielhaus, visto da dentro (Edoardo Fornaciari/Getty)

Dato che i posti sono limitati, gli organizzatori del festival hanno imposto dei limiti all’acquisto dei biglietti: se ne possono comprare al massimo 6 per spettacolo, e al massimo 18 a persona. Tra le opere di Wagner che saranno messe in scena quest’anno ci sono Rienzi, l’ultimo dei tribuni, L’Olandese volante e l’intera tetralogia dell’Anello del Nibelungo. È stato anticipato che per la prima volta le tragedie di Wagner saranno accompagnate da scenografie realizzate con il contributo dell’intelligenza artificiale.

I prezzi dei biglietti variano moltissimo a seconda delle ambizioni di ciascuno. I posti nella sala centrale possono superare i 1.600 euro, mentre quelli in galleria partono da appena 11 euro: per via della conformazione del teatro l’acustica resta ottima, ma la visibilità è fortemente ridotta e le cassapanche di legno sono decisamente scomode. Del resto anche le sedute della platea sono in legno, seppure rivestite da una leggerissima imbottitura.

Pur essendo uno degli eventi più importanti al mondo per l’opera, il festival di Bayreuth si porta dietro anche una nomea controversa, dovuta principalmente alle note opinioni antisemite di Wagner. Dopo la sua morte il regime nazista lo rese oggetto di un’operazione di appropriazione culturale: fu uno dei compositori preferiti di Adolf Hitler, che utilizzò la sua musica per tormentare gli ebrei nei campi di concentramento, la sfruttò moltissimo a fini propagandistici e fece amicizia con i suoi figli.

Negli ultimi anni Katharina Wagner, pronipote del compositore e direttrice del Festival, ha provato a migliorare la reputazione dell’evento. Quest’anno per esempio sarà inaugurato dalla conferenza dell’intellettuale e presentatore televisivo ebreo Michel Friedman, la cui partecipazione nelle scorse settimane era tuttavia finita al centro di una grossa polemica: dopo l’annuncio l’incontro era stato infatti prima annullato per ragioni non meglio chiarite, e poi ripristinato.

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