Una raffineria di allumina in Irlanda è diventata un problema
È il materiale che serve a produrre l'alluminio, e c'entrano le armi russe
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Una raffineria in Irlanda è accusata di esportare in Russia grandi quantità di allumina, il materiale da cui si ricava l’alluminio e che la Russia impiegherebbe poi per produrre armi da usare contro l’Ucraina. Alcuni governi europei hanno chiesto di bloccare le esportazioni con delle sanzioni. Finora però non è successo, anche per le resistenze del governo irlandese, che ha protetto l’azienda e sostiene che non ci siano prove del fatto che le sue esportazioni favoriscano direttamente l’industria militare russa.
La raffineria in questione è la Aughinish Alumina e si trova a Limerick, una città nel sud-ovest dell’Irlanda. È di proprietà di un’azienda russa, la Rusal, fondata nel 2006 da Oleg Deripaska, un oligarca russo vicino al presidente Vladimir Putin.
Secondo un’inchiesta del giornale The Irish Times e dell’Organized Crime and Corruption Reporting Project dello scorso marzo, dal 2020 al 2024 la quantità di allumina che la Russia importa dall’Irlanda è più che raddoppiata, passando da 394.430 tonnellate a 826.584. L’azienda ha dichiarato che nei primi tre mesi del 2026 circa il 51 per cento delle sue esportazioni sono state dirette in Russia.
L’inchiesta sostiene che le esportazioni vengano trasformate in alluminio in diverse fonderie russe. L’alluminio poi viene acquistato da un’azienda distributrice, ASK, che a sua volta lo vende a decine di fabbriche di armi russe. Queste a loro volta lo utilizzerebbero per produrre armi da usare contro l’Ucraina, come droni, missili o carri armati.
Una foto degli impianti della Aughinish Alumina, a Limerick
Dopo la pubblicazione dell’inchiesta alcuni governi europei, come quelli dell’Estonia e del Belgio, hanno chiesto all’Unione Europea di proibire la vendita di allumina alla Russia. Anche il Parlamento Europeo ha votato una risoluzione su questo.
Sulle questioni economiche i paesi dell’Unione agiscono come un blocco unico. Le sanzioni devono essere proposte dalla Commissione Europea, e in particolare dall’Alta rappresentante per gli Affari esteri, l’estone Kaja Kallas, e approvate all’unanimità degli stati membri (anche dall’Irlanda, quindi). Finora Kallas ha preferito non schierarsi troppo, aspettando che il governo irlandese terminasse una propria indagine sulla raffineria.
L’indagine è terminata qualche giorno fa: il 24 luglio il ministro delle Imprese, Peter Burke, ha detto che non ci sono prove che confermino l’inchiesta, sostenendo che dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina nel 2022 non ci siano dati affidabili sul commercio di prodotti dentro la Russia, e che quindi sia impossibile provare che l’alluminio prodotto a partire dall’allumina irlandese venga usato per fare armi.
Burke ha anche detto che una copia dell’indagine è stata inviata alla Commissione Europea, che la userà in futuro per valutare possibili sanzioni.
Il governo irlandese sostiene l’Ucraina. Nonostante questo, sempre secondo l’inchiesta, ha fatto pressioni sia sugli Stati Uniti sia sull’Unione Europea per evitare che la raffineria venisse colpita da sanzioni fin dal 2014, quando la Russia invase la Crimea.

Il primo ministro irlandese Michéal Martin insieme al presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky a Kiev, il 23 luglio 2026 (AP/Efrem Lukatsky)
Se l’Unione Europea vietasse di esportare allumina in Russia, il governo irlandese teme che la raffineria potrebbe chiudere, con conseguenze negative per l’economia di Limerick: ci lavorano circa 900 persone, a cui se ne aggiungono circa altre mille impiegate da aziende che dipendono dal suo lavoro in modo indiretto.
La chiusura potrebbe anche avere conseguenze negative sulla rete elettrica irlandese. La Aughinish Alumina produce da sé l’energia di cui ha bisogno, con una propria centrale elettrica. Ma dato che ne produce in eccedenza, cede quella in più alla rete elettrica irlandese, fornendo circa 200mila case. Se non potesse più farlo, il governo irlandese dovrebbe trovare un’alternativa.
Il primo ministro irlandese Micheál Martin ha riconosciuto di essere intervenuto in favore di Aughinish Alumina, anche se ha chiarito che «fare pressione (lobby) è un’espressione troppo forte». In più occasioni ha detto di essere contrario alle sanzioni, sostenendo che vietare la vendita di allumina alla Russia finirebbe per danneggiare più l’Unione Europea che la Russia.
La Aughinish Alumina in effetti ha un ruolo importante nella produzione di allumina anche per l’Unione Europea: è la raffineria più grande del continente, dove in tutto ce ne sono solo cinque. L’allumina prodotta viene esportata anche ad altri paesi dell’Unione, in particolare la Francia e la Svezia. Secondo il governo irlandese, se Aughinish Alumina dovesse chiudere la capacità dell’Unione di produrre autonomamente allumina verrebbe ridotta. La Russia invece potrebbe facilmente sostituire le importazioni dall’Irlanda rivolgendosi ad altri produttori, come la Cina o l’India.



