Mario Calabresi dice che sta pensando di candidarsi a sindaco di Milano

Dopo mesi di indiscrezioni l'ex direttore di Repubblica e della Stampa ha confermato che potrebbe presentarsi con il centrosinistra alle elezioni del 2027

Il giornalista Mario Calabresi, a settembre 2025 (Claudio Furlan/Lapresse)
Il giornalista Mario Calabresi, a settembre 2025 (Claudio Furlan/Lapresse)
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Il giornalista Mario Calabresi – ex direttore di Repubblica e La Stampa e attuale direttore di Chora Media – ha confermato che sta pensando di candidarsi a sindaco di Milano alle elezioni comunali della primavera del 2027. Lo ha detto alla Festa dell’Unità di Vizzolo Predabissi, vicino a Milano, confermando così le indiscrezioni che giravano da mesi e che lo vedevano come possibile candidato del centrosinistra.

«Candidarmi? Alla tanta gente che me lo chiede per strada, io rispondo che sì io ci penso. Ci sto pensando e mi piacerebbe fare la mia parte per Milano, ci tengo», ha detto. Ha però aggiunto che ci sono ancora diverse incognite, a partire dal fatto che ancora non si sa se ci saranno le primarie, cioè elezioni interne alla coalizione di centrosinistra per decidere un unico candidato da sostenere.

A meno di un anno da quando si dovrebbe votare c’è infatti ancora molta incertezza sui candidati, sia nella coalizione di centrosinistra, in cui rientrerebbe eventualmente Calabresi, sia in quella di centrodestra. Per ora ci sono almeno dodici aspiranti sindaci o sindache nel centrodestra e almeno dieci nel centrosinistra, tra quelli che si sono fatti avanti formalmente, quelli che ancora non lo hanno detto in via ufficiale, e quelli che ci stanno pensando, come Calabresi.

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Finora però né il centrosinistra né il centrodestra hanno detto di volere organizzare le primarie e anzi, fino a poco tempo fa era tutt’altro che scontato. Ma l’incapacità dei partiti di mettersi d’accordo su un singolo candidato, e tutte queste autocandidature, stanno in parte creando le condizioni perché le primarie si facciano davvero.

Calabresi ha detto che per il centrosinistra se ne saprà di più dopo l’estate, in linea con quanto aveva fatto intendere anche il Partito Democratico (PD), il partito da cui di fatto dipende tutta la coalizione perché in città è di gran lunga il più forte. Il segretario del PD di Milano Alessandro Capelli aveva detto qualche settimana fa che a settembre sarà presentato un progetto su come organizzare le primarie e con quali criteri.

Nel centrosinistra l’attuale sindaco Beppe Sala non può ricandidarsi perché è al suo secondo mandato. Dopo di lui è rimasto un po’ un vuoto, in cui si stanno cercando di infilare in molti. Sala non fa parte di alcun partito, nonostante sia vicino al PD, e in questi anni non ha creato un progetto politico solido che raccogliesse l’eredità della sua lista civica (che si chiamava “lista Sala”). Tra le persone della sua giunta nessuno sembra avere il seguito per poterlo rimpiazzare, e d’altra parte lui stesso ha detto che non appoggerà nessun candidato alle primarie.

Negli ultimi due anni è diventato sempre più impopolare per diverse questioni: la percezione diffusa che la città sia poco sicura, le inchieste sull’urbanistica e la vendita dello stadio di San Siro, tra le altre cose.

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