Dopo l’ultimo rialzo, la Banca Centrale Europea ha mantenuto invariati i tassi di interesse di riferimento

La presidente della Banca Centrale Europea Christine Lagarde (AP Photo/Michael Probst)
La presidente della Banca Centrale Europea Christine Lagarde (AP Photo/Michael Probst)

Nella periodica decisione di politica monetaria, la Banca Centrale Europea (BCE) ha stabilito di mantenere invariati i tre tassi di interesse di riferimento, in un intervallo tra il 2,25 e il 2,65 per cento. La decisione è stata presa dopo che a giugno aveva invece deciso un rialzo di 0,25 punti percentuali per contrastare il generale aumento del costo della vita a causa dell’aumento del prezzo dell’energia provocato dalla guerra in Medio Oriente.

L’aumento dei tassi è il modo in cui le banche centrali puntano a tenere sotto controllo un’inflazione che sale più del dovuto, quindi prezzi che aumentano in modo troppo intenso (l’inflazione misura proprio di quanto aumentano i prezzi). Se i tassi di interesse di riferimento aumentano, di conseguenza sale anche il costo dei mutui e dei prestiti. L’idea è che le persone e le aziende prendano meno soldi in prestito se questi sono più cari: con meno investimenti e consumi l’economia rallenterebbe e i prezzi dovrebbero smettere di aumentare troppo.

Rispetto a quando fu presa l’ultima decisione, ora l’inflazione è leggermente in calo: nei paesi dell’euro è passata dal 3,2 per cento di maggio al 2,8 di giugno. Significa che l’aumento dei prezzi è diventato meno intenso, e la BCE ha detto di voler mantenere per ora il livello attuale dei tassi di interesse per potere intanto monitorare l’andamento dell’inflazione.

L’ultima decisione aveva ricevuto alcune critiche perché l’aumento dei tassi non ha il potere di fermare nello specifico il rincaro dei prodotti energetici, un obiettivo che si potrebbe raggiungere solo risolvendo il problema all’origine: ponendo fine alla guerra in Medio Oriente, e permettendo dunque la riapertura dello stretto di Hormuz e la ripresa regolare del commercio di petrolio, carburanti e gas naturale dai paesi del Golfo.

L’aumento dei tassi ha però il potere di agire sul resto dell’economia, e di evitare che i prezzi aumentino troppo anche negli altri settori. Secondo la BCE l’aumento dei prezzi energetici non si è ancora trasmesso completamente al resto del sistema economico.