In Ungheria si è dimesso anche il procuratore generale, uno dei funzionari legati a Viktor Orbán che il nuovo governo voleva rimuovere
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Mercoledì si è dimesso il procuratore generale dell’Ungheria, Gábor Bálint Nagy: era uno degli importanti funzionari a cui il nuovo primo ministro di centrodestra Péter Magyar aveva chiesto di dimettersi, sostenendo che fossero troppo legati al sistema di potere creato dall’ex primo ministro di estrema destra Viktor Orbán negli anni in cui era stato al governo, e che Magyar sta cercando di smantellare.
Nagy ha detto che le sue dimissioni saranno effettive dal 25 agosto, e ha detto di aver fatto questa scelta a causa delle pressioni ricevute da Magyar e dal suo governo. In quanto procuratore generale, Nagy è il capo della procura ungherese, e tra le altre cose dirige il lavoro dei pubblici ministeri: era stato nominato dal parlamento nel 2025, quando Fidesz – il partito di Orbán – aveva una larghissima maggioranza.
Ad aprile, dopo avere vinto le elezioni parlamentari, Magyar aveva promesso ampie riforme e anche di punire i politici di Fidesz che lui sostiene si siano arricchiti irregolarmente quando erano al governo. Per avere più libertà aveva chiesto a diversi importanti funzionari legati a Fidesz di dimettersi. La settimana scorsa lo aveva fatto il presidente della Repubblica, Tamás Sulyok.
Per rimuovere i funzionari legati ai precedenti governi, Magyar sta facendo un uso molto ampio dei propri poteri e in alcuni casi è ricorso a forzature: per esempio, ha sospeso i telegiornali della televisione pubblica, nell’attesa di riformarla per renderla imparziale. Orbán e Fidesz hanno criticato le sue decisioni, e lo hanno accusato di governare in modo autoritario.


