Una giudice degli Stati Uniti ha sospeso l’acquisizione di Warner Bros. da parte di Paramount, dopo il ricorso di un gruppo di stati
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Una giudice federale della California ha sospeso temporaneamente l’acquisizione della società di produzione cinematografica Warner Bros. Discovery da parte della multinazionale Paramount Skydance, dopo che un gruppo di 12 stati statunitensi aveva presentato una causa civile per cercare di bloccarla. Questi stati sostengono che l’operazione ridurrebbe la concorrenza, avrebbe effetti negativi sull’occupazione nel settore e penalizzerebbe i consumatori, facendo aumentare i costi per i servizi di streaming e limitando la scelta dei contenuti. Paramount nega tutte le accuse.
Il provvedimento della giudice è un ordine restrittivo e ha un’efficacia di 14 giorni: il 3 agosto è prevista un’altra udienza in cui deciderà se estenderlo o renderlo definitivo. Già così però complica i piani delle due società, che puntavano a chiudere l’operazione entro il 22 luglio.
La storia dell’acquisizione di Warner Bros. va avanti da mesi, e ha generato preoccupazioni nel settore. Nel dicembre del 2025 Paramount aveva presentato un’offerta di acquisto ostile (cioè contro la volontà del consiglio di amministrazione di Warner) per ostacolare un accordo preesistente tra Warner e Netflix, che alla fine ci aveva rinunciato. La causa civile negli Stati Uniti è considerata il principale ostacolo all’operazione: oltre a questa, recentemente sia l’organo di controllo dell’Unione Europea sia quello del Regno Unito hanno detto che la stanno esaminando.


