L’imprenditore Valter Lavitola è indagato per l’attentato al giornalista Sigfrido Ranucci: secondo l’accusa sarebbe il mandante

Valter Lavitola nel 2014 (ANSA/CESARE ABBATE)
Valter Lavitola nel 2014 (ANSA/CESARE ABBATE)

L’imprenditore Valter Lavitola è indagato per l’attentato al giornalista Sigfrido Ranucci, conduttore della trasmissione di inchieste di Rai 3 Report, compiuto nel 2025. Secondo l’accusa Lavitola sarebbe il mandante dell’attentato, anche se il movente è attualmente sconosciuto. L’Ansa ha scritto che i carabinieri hanno perquisito l’abitazione di Lavitola, sequestrando il suo cellulare e il suo computer.

Martedì scorso nelle province di Napoli e Avellino erano state arrestate quattro persone individuate come esecutori materiali dell’attentato. Sono accusate di aver detenuto un ordigno esplosivo, di averlo portato in un luogo pubblico e averlo fatto esplodere; e poi di minaccia e danneggiamento, aggravati dall’aver agito in gruppo e con modalità di tipo mafioso. L’attentato è stato compiuto il 16 ottobre del 2025 davanti alla casa di Ranucci: era esplosa una bomba rudimentale che aveva distrutto le sue due auto parcheggiate in strada e danneggiato il cancello d’ingresso della casa.

Lavitola ha 60 anni, e ha un passato da editore e giornalista. Nel 1996 fondò il quotidiano L’Avanti!, e nel 2004 si candidò alle elezioni europee con Forza Italia, visti anche gli ottimi rapporti che aveva con Silvio Berlusconi, presidente e fondatore del partito: ottenne 54mila preferenze, ma non fu eletto. Nei primi anni Dieci del Duemila fu coinvolto in diversi procedimenti giudiziari, tra cui un’inchiesta per un presunto tentativo di estorsione ai danni dello stesso Berlusconi e quella sulla cosiddetta “compravendita dei senatori”, in cui era accusato di aver favorito il passaggio di alcuni parlamentari da uno schieramento politico all’altro in cambio di denaro o altri benefici.

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