Hamas ha detto di aver sciolto l’amministrazione della Striscia di Gaza per permettere l’insediamento di un governo tecnico

Una strada nella città di Deir al Balah, nella Striscia di Gaza, il 4 luglio (AP Photo/Abdel Kareem Hana)
Una strada nella città di Deir al Balah, nella Striscia di Gaza, il 4 luglio (AP Photo/Abdel Kareem Hana)

Il gruppo palestinese Hamas ha detto di aver sciolto l’amministrazione della Striscia di Gaza, che governa dal 2007, in modo tale da permettere l’insediamento dell’organismo tecnico creato in base all’accordo per il cessate il fuoco con Israele, chiamato Comitato nazionale per l’amministrazione di Gaza.

La decisione avrà effetti limitati nell’immediato, anche perché il personale amministrativo continuerà a svolgere il proprio lavoro anche per la nuova amministrazione, ma è un importante passaggio politico per Hamas. Il gruppo comunque continuerà a essere presente nella Striscia e non ha ancora accettato di disarmarsi, che è una delle condizioni più significative e discusse fra quelle previste dagli accordi.

Nonostante il cessate il fuoco gli attacchi di Israele contro la Striscia non si sono mai fermati, i suoi soldati occupano una porzione crescente di territorio e l’ingresso di cibo e medicine è limitato. Solo lunedì mattina i bombardamenti israeliani hanno ucciso sei persone palestinesi.

Il Comitato nazionale per l’amministrazione di Gaza (noto anche con l’acronimo inglese NCAG) è già stato creato, ma i suoi membri non hanno ancora potuto entrare nella Striscia, anche per via delle resistenze di Israele. Il Comitato è stato istituito per volere del Consiglio di pace, un’organizzazione internazionale creata dal presidente statunitense Donald Trump che però finora ha avuto poteri piuttosto limitati ed è a corto di risorse.

Hamas ha detto anche di aver comunicato la sua decisione alle altre fazioni palestinesi che sono riunite al Cairo, in Egitto, per negoziare fra di loro il modo in cui governare in futuro la Striscia.

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