L’OPEC+ ha deciso un nuovo aumento della produzione di petrolio

L’OPEC+, che include gli 11 membri dell’OPEC (l’Organizzazione dei paesi esportatori di petrolio), tra cui Arabia Saudita e Kuwait, più altri paesi come la Russia, ha deciso di aumentare di 188mila barili al giorno la produzione di petrolio, a partire da agosto. Da quando è cominciata la guerra in Medio Oriente è la quarta volta che l’organizzazione stabilisce un incremento della produzione, ma questa decisione è diversa.
Le altre erano state prese mentre il prezzo del petrolio saliva a causa dell’interruzione dei commerci per la chiusura dello stretto di Hormuz, quella odierna arriva in un momento in cui le quotazioni sono scese e tornate ai livelli di prima della guerra, grazie all’accordo tra Stati Uniti e Iran che prevede una parziale riapertura dello stretto. Non serve quindi a incentivare una discesa del prezzo, ma è un segnale per assicurare che non manca petrolio, visto che il mercato negli ultimi mesi è stato molto in difficoltà. È anche un modo dell’OPEC+ per dimostrare che il gruppo è pronto ad aumentare le forniture appena la guerra finirà davvero e i commerci riprenderanno a pieno ritmo.
Fino ad allora le decisioni di aumento della produzione sono perlopiù simboliche: diversi impianti dei paesi del Golfo sono ancora danneggiati dagli attacchi iraniani e le esportazioni non sono riprese a pieno perché il passaggio delle navi dallo stretto di Hormuz non è ripartito del tutto.
L’aumento della produzione riguarderà Arabia Saudita, Iraq, Kuwait, Algeria, Kazakistan, Oman e Russia. L’OPEC+ ha in totale 21 membri, incluso l’Iran, ma solo questi sette paesi erano in grado di aumentare la produzione. Tra questi non ci sono più gli Emirati Arabi Uniti, che ad aprile hanno deciso di lasciare l’organizzazione – di cui facevano parte dal 1967 – per poter decidere in modo indipendente quanto petrolio estrarre.


