Il furto di fentanyl a Roma è ancora un mistero
La procura indaga su chi aveva accesso alla farmacia dell'Ospedale Israelitico, mentre le 80 fiale del potente anestetico potrebbero essere state già vendute

Sono passati più di dieci giorni dal furto di 80 fiale di un anestetico a base di fentanyl all’Ospedale Israelitico di Roma, ma intorno al caso ci sono ancora molti punti da chiarire. Il furto è avvenuto tra il 22 e il 24 giugno e se ne è avuto notizia solo alla fine della settimana, quando il governo ha convocato una riunione di emergenza per indagare sulla vicenda. Il fentanyl è un antidolorifico molto potente e richiesto per il suo uso illegale, con un alto rischio di morte per overdose. L’uso della sostanza è alla base dell’attuale grave crisi degli oppioidi negli Stati Uniti.
L’Ospedale Israelitico è una struttura convenzionata con il Servizio sanitario nazionale e la sua sede principale è nella zona della Magliana, nella parte sud-occidentale di Roma. Come ogni ospedale, ha una propria farmacia e conserva i farmaci più costosi o da trattare con cautela in un armadio blindato.
Secondo le ricostruzioni circolate finora, il personale dell’ospedale avrebbe notato un ammanco di fiale di Fentanest, un anestetico a base di fentanyl, tra il 22 e il 23 giugno scorsi. Inizialmente si era pensato a un possibile errore nei conteggi del magazzino o a qualche trascuratezza nel tracciamento del carico e scarico dei farmaci, magari non ancora aggiornati. L’ospedale non aveva quindi denunciato la circostanza e aveva avviato alcuni approfondimenti interni.
Due giorni dopo, tra il 23 e il 24 giugno, era stata però notata un’ulteriore riduzione delle scorte di Fentanest. La fornitura risultava quasi interamente finita e chi si occupava della farmacia segnalò il problema alla direzione dell’ospedale, che presentò una denuncia il 24 giugno ritenendo potesse esserci stato un furto.
Le fiale erano conservate nell’armadio blindato e da quanto è stato ricostruito finora non sono stati rilevati segni di effrazione. Le chiavi per aprirlo erano custodite dalle guardie giurate dell’ospedale e venivano riconsegnate dal personale che le usava ogni sera. La mancanza di forzature e il modo in cui vengono gestite le chiavi fa sospettare che l’autore o gli autori del furto avessero facilmente accesso alle chiavi.
La procura di Roma ha avviato le indagini per furto e spaccio di sostanze, al momento contro ignoti. Dopo la denuncia della direzione dell’ospedale, sono stati acquisiti registri, documenti e le immagini del sistema di videosorveglianza interno. Non ci sono ancora indagati, ma è stata sentita una decina di persone tra dipendenti della farmacia ospedaliera e guardie giurate.
In mancanza di sviluppi in tempi brevi appare comunque improbabile che le fiale possano essere recuperate. Il fentanyl è molto richiesto e potrebbero essere già state vendute illegalmente. Il farmaco viene spesso usato per tagliare altre sostanze ed è molto potente, quindi la vendita di 80 fiale potrebbe fruttare svariate migliaia di euro.
Anche per questo motivo i furti di fentanyl negli ospedali non sono una novità. Nell’ultima decina di anni sono stati segnalati circa venti episodi simili, spingendo il ministero della Salute a chiedere alle strutture ospedaliere maggiori sistemi di controllo per le loro farmacie. I sequestri di fentanyl e altri oppioidi detenuti illegalmente sono in aumento e, considerata anche la grave crisi sanitaria negli Stati Uniti, c’è grande attenzione in tutta Europa nel limitare gli accessi e l’uso di queste sostanze anche in ambito clinico.



