La Corte di giustizia dell’Unione Europea ha confermato la multa da 4,1 miliardi di euro a Google per abuso di posizione dominante

L'insegna della Corte di giustizia dell'Unione Europea in Lussemburgo, 5 ottobre 2015 (AP/Geert Vanden Wijngaert)
L'insegna della Corte di giustizia dell'Unione Europea in Lussemburgo, 5 ottobre 2015 (AP/Geert Vanden Wijngaert)

La Corte di giustizia dell’Unione Europea ha confermato la multa da 4,1 miliardi di euro a Google per abuso di posizione dominante. La Corte ha respinto il ricorso di Google e della sua controllante Alphabet, confermando la decisione presa nel 2022 dal Tribunale dell’Unione Europea, l’organo di primo grado del sistema giurisdizionale dell’Unione: quattro anni fa il Tribunale aveva rigettato il primo ricorso fatto dalle due società, riducendo però da 4,3 a 4,1 miliardi di euro la multa fissata dalla Commissione Europea nel 2018. La multa originaria era stata la più alta mai inflitta da un’autorità di vigilanza sulla concorrenza in Europa. Le società non hanno più possibilità di appello, e quindi la multa è diventata definitiva.

Secondo la Commissione Google aveva abusato della propria posizione dominante perché imponeva ai produttori di dispositivi mobili che usavano il sistema operativo Android, di proprietà di Google, di preinstallare il proprio motore di ricerca Google Search e il proprio browser Chrome. Google ha quindi usato Android – uno dei più diffusi sistemi operativi per dispositivi mobili – come strumento per favorire illegalmente i propri altri servizi.

La Corte ha detto di aver rifiutato il ricorso perché il Tribunale dell’Unione Europea non ha commesso errori nel confermare le valutazioni della Commissione Europea.