Sono state arrestate quattro persone sospettate di aver posizionato la bomba esplosa a casa di Sigfrido Ranucci nel 2025

Sigfrido Ranucci nello studio televisivo di Report, Roma, 23 gennaio 2026 (ANSA/ALESSANDRO DI MEO)
Sigfrido Ranucci nello studio televisivo di Report, Roma, 23 gennaio 2026 (ANSA/ALESSANDRO DI MEO)

I carabinieri hanno arrestato nelle province di Napoli e Avellino quattro persone ritenute responsabili di aver posizionato e fatto esplodere, nell’ottobre del 2025, una bomba rudimentale davanti alla casa di Sigfrido Ranucci, conduttore del programma di inchieste giornalistiche Report, su Rai 3.

La Direzione distrettuale antimafia ha disposto il loro arresto per detenzione di esplosivi e danneggiamento, con l’aggravante del metodo mafioso. Secondo le indagini i quattro avrebbero agito su specifico mandato di terze persone, che al momento non sono state identificate, e dietro compenso economico. Tre delle persone fermate si trovano ora in carcere e una ai domiciliari.

Attorno alle 22 dello scorso 16 ottobre a Campo Ascolano, una frazione del comune di Pomezia, vicino a Roma, davanti alla casa di Ranucci era esplosa una bomba che aveva distrutto le sue due auto parcheggiate in strada e danneggiato il cancello d’ingresso della casa. Il giornalista aveva parcheggiato la sua auto a metà giornata, mentre la figlia, che usava abitualmente l’altra auto, era rientrata intorno alle 21:40. Né lui né la figlia erano stati feriti. Ranucci aveva definito l’attacco un «salto di qualità preoccupante» rispetto a minacce e intimidazioni subite in passato: la più recente era stata nel 2024, quando aveva trovato dei proiettili sempre fuori casa.

Le indagini che hanno portato agli arresti sono state particolarmente complesse, scrive ANSA, e hanno richiesto l’esame incrociato di tutti i sistemi di videosorveglianza pubblici e privati della zona, rilievi tecnico scientifici e l’analisi dei tabulati telefonici della cella interessata. Tra le altre cose nelle ore immediatamente precedenti e successive all’attentato era stata individuata un’auto che risultava noleggiata in Campania. Grazie all’analisi dei tabulati del traffico telefonico era stato poi dimostrato che il percorso dei cellulari utilizzati dalle quattro persone fermate era perfettamente sovrapponibile al tracciato dell’auto, sia il giorno dell’esplosione sia in precedenza, quando probabilmente era stato effettuato un sopralluogo della zona.