Superfan, non una cosa da nerd

Hai mai sentito parlare dei fandom? Qualunque sia la risposta, probabilmente ne fai parte anche tu: lo racconta Viola Stefanello nel nuovo podcast del Post

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Oggi, lunedì 29 giugno, esce la prima puntata di Superfan, un nuovo podcast del Post che racconta i fandom, le comunità di appassionati che si formano attorno ai prodotti culturali più svariati, dalle band ai videogiochi, dalle celebrità alle squadre sportive. È un podcast che parlerà, con tantissimi esempi provenienti da periodi storici e continenti lontani tra loro, di cosa sono i fandom, da dove vengono, a che bisogni psicologici e sociali rispondono e di come siano diventati una delle forze culturali, economiche e politiche più rilevanti del nostro tempo.

Tutte le puntate sono scritte e raccontate dalla giornalista del Post Viola Stefanello, che da anni si occupa di sottoculture digitali. Ne uscirà una alla settimana per cinque settimane, il lunedì mattina.

La prima puntata parte dagli stereotipi che da decenni circondano i fan più appassionati, descritti a tratti come pazzi pericolosi slegati dalla realtà o come persone puerili e immature dai gusti fortemente discutibili.

La seconda spiega, tra teorie sociologiche ed esempi storici, i tanti motivi per cui moltissime persone cercano rifugio nei fandom. La terza è dedicata alle produzioni creative dei fan, dalle fanfiction ai fan edit: un mondo enorme, fatto soprattutto da donne e persone queer, in cui si riscrivono le storie che amiamo per farci stare dentro desideri, relazioni e punti di vista che altrove non trovano spazio. La quarta racconta del difficile equilibrio tra le aspettative (e le pretese) dei fan e il modo in cui l’industria dell’intrattenimento ha imparato ad alimentare e sfruttare queste emozioni. La quinta allarga lo sguardo e racconta come le dinamiche da fandom finiscano per avere conseguenze ben oltre l’intrattenimento, per esempio sul modo in cui le persone costruiscono la propria identità e si schierano politicamente, e come i politici hanno imparato benissimo a sfruttare questi meccanismi.

In mezzo ci stanno Taylor Swift e Dungeons & Dragons, il fandom delle bighe nell’Antica Roma e la passione di Walt Whitman per la musica da concerto, le pratiche codificate degli appassionati di teatro kabuki nel Giappone del periodo Edo ed Evangelion, le donne che negli anni Settanta scrivevano e si spedivano per posta fanfiction di Star Trek battute a macchina e le schiere di ammiratori di Luigi Mangione.

Superfan prova a raccontare tutto questo con le solite accortezze del Post: senza dare nulla per scontato, senza trattare i fan come dei fenomeni da baraccone ma anche senza idealizzarli, tenendosi bene alla larga dallo snobismo ma mantenendo un necessario senso critico. E lo fa attraverso fonti storiche e interviste originali a studiose e studiosi del fenomeno — tra cui lo storico Daniel Cavicchi, il teorico dei fan studies Henry Jenkins e la sociologa Eleonora Benecchi — e a chi il fandom lo vive in prima persona.