Gli Stati Uniti dicono di essersi accordati con l’Iran per cessare gli attacchi reciproci, che erano ripresi giovedì
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Gli Stati Uniti hanno detto di essersi accordati con l’Iran per fermare gli attacchi reciproci cominciati giovedì, i primi dopo che il 18 giugno i due paesi avevano firmato un accordo con l’obiettivo di mettere fine alla guerra in Medio Oriente. Al momento l’Iran non ha commentato la notizia per confermare o smentire l’accordo. Funzionari degli Stati Uniti rimasti anonimi hanno detto ai media internazionali che le navi potranno riprendere a passare liberamente per lo stretto di Hormuz, che l’Iran si era impegnato a tenere aperto per sessanta giorni dopo aver firmato l’accordo il 18 giugno.
Axios scrive inoltre che i negoziati tra i due paesi riprenderanno martedì in Qatar: c’è ancora bisogno di negoziare perché l’accordo firmato il 18 giugno è infatti solo un pre-accordo che rimanda a trattative successive, iniziate nei giorni scorsi in Svizzera, le questioni più complesse come lo sviluppo del programma nucleare iraniano e la gestione dello stretto di Hormuz, da cui passa circa un quinto del petrolio e del gas naturale usato nel mondo e che l’Iran ha più volte chiuso come strumento di pressione negoziale.
Gli attacchi erano ripresi giovedì quando l’Iran aveva colpito una nave portacontainer che stava attraversando lo stretto di Hormuz: secondo i Guardiani della rivoluzione, il corpo armato più potente dell’Iran, la rotta che stava percorrendo non era stata concordata né autorizzata. Tra venerdì e sabato gli Stati Uniti avevano risposto con alcuni attacchi aerei contro siti militari iraniani, in particolare luoghi di stoccaggio di missili e droni, sistemi radar costieri, infrastrutture di sorveglianza militare, sistemi di comunicazione e siti di difesa aerea.
I Guardiani della rivoluzione avevano controrisposto tra sabato e domenica facendo alcuni attacchi con droni e missili su alcuni obiettivi militari statunitensi in Bahrein, all’interno della base della quinta flotta della marina militare statunitense, e nella base militare di Ali Al Salem in Kuwait.
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