In Florida YouTube ha chiuso un accordo extragiudiziale con un ragazzo che l’aveva accusata di creare dipendenza

Il logo di YouTube su un'insegna allestita durante il VideoDays Festival, un evento dedicato ai creatori di contenuti a Colonia, Germania, 30 ottobre 2025 (Rolf Vennenbernd/dpa via ANSA)
Il logo di YouTube su un'insegna allestita durante il VideoDays Festival, un evento dedicato ai creatori di contenuti a Colonia, Germania, 30 ottobre 2025 (Rolf Vennenbernd/dpa via ANSA)

YouTube ha firmato un accordo extragiudiziale per chiudere la causa presentata da un quindicenne della Florida che aveva accusato la piattaforma di creare dipendenza, un tema da tempo al centro di molti dibattiti. I dettagli dell’accordo non sono stati resi noti. Un portavoce di Google, che controlla YouTube, ha detto che la questione è stata risolta in termini positivi e che l’obiettivo dell’azienda continua a essere di sviluppare prodotti adatti anche agli utenti più giovani e strumenti che aiutino le famiglie a gestirli.

L’adolescente, che nei documenti depositati in tribunale viene identificato con le iniziali R.K.C., aveva sostenuto che le caratteristiche tipiche dei social, come la possibilità di scrollare virtualmente all’infinito e la riproduzione automatica dei contenuti, lo avevano portato a farne un uso compulsivo, fino a sviluppare una forma di dipendenza che gli causava tra le altre cose ansia e mancanza di sonno. Oltre che a YouTube, R.K.C. ha fatto causa alle aziende che controllano Instagram, TikTok e Snapchat in un altro processo che dovrebbe cominciare il prossimo 27 luglio a Los Angeles: sarà il secondo caso esaminato in California dopo il primo discusso processo di inizio 2026 per stabilire se i social creino o meno dipendenza, ma i procedimenti simili aperti nello stato sono più di mille.

Una ventenne californiana nota con le iniziali K.G.M. aveva accusato YouTube e Meta (che controlla Instagram e Facebook) di progettare i propri social in maniera tale da creare dipendenza tra le persone più giovani, e le aveva incolpate per disagi simili a quelli riferiti da R.K.C. Alla fine lo scorso marzo una giuria popolare ha condannato Meta e Google a risarcirla con 3 milioni di dollari. K.G.M. aveva fatto causa anche a TikTok e Snap, l’azienda proprietaria di Snapchat, ma in quel caso la vicenda era stata chiusa con due accordi extragiudiziali, senza arrivare a processo.

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