Oracle ha eliminato circa 21mila posti di lavoro e si concentrerà sempre di più su progetti legati all’intelligenza artificiale

Nell’ultimo anno fiscale la società informatica statunitense Oracle ha ridotto del 13 per cento i propri dipendenti, eliminando circa 21mila posti di lavoro. La decisione fa parte di un ampio processo di ristrutturazione aziendale incentrato sullo sviluppo di tecnologie di intelligenza artificiale. Nel rapporto annuale sull’andamento dell’azienda, appena reso pubblico, si dice che alla fine di maggio i dipendenti a tempo pieno erano 141mila, contro i 162mila che risultavano al 31 maggio del 2025.
Oracle è stata fondata da Larry Ellison, una delle persone più ricche al mondo. Si occupa soprattutto di software per la gestione di database e di tecnologie per il cloud ed è una delle aziende più importanti del settore. La società aveva già fatto sapere che l’implementazione e lo sviluppo ormai sempre più diffuso di tecnologie legate all’intelligenza artificiale avrebbero portato a nuovi licenziamenti in diversi dipartimenti: lo stesso sta accadendo anche ad altre grosse società tecnologiche, tra cui Amazon, Microsoft e Meta.
Al contempo Oracle ha fatto sapere che aumenterà gli investimenti legati al settore dell’intelligenza artificiale: ha stimato che in questo anno fiscale spenderà 70 miliardi di dollari (più di 60 miliardi di euro) per contribuire alla realizzazione dei data center per l’intelligenza artificiale, contro i circa 56 stanziati in quello appena concluso. In questi anni Oracle sta beneficiando degli enormi investimenti nel settore e ha anche annunciato un accordo da 300 miliardi di dollari con OpenAI per servizi di cloud e altre infrastrutture dedicate.
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