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  • Lunedì 22 giugno 2026

Cosa succede ora nel Regno Unito

Come funziona e che tempi ha il processo per scegliere il prossimo primo ministro, in cui per ora c'è un solo candidato

Keir Starmer fuori da Downing Street, la residenza del primo ministro britannico a Londra, durante il discorso in cui ha dato le dimissioni il 22 giugno
Keir Starmer fuori da Downing Street, la residenza del primo ministro britannico a Londra, durante il discorso in cui ha dato le dimissioni il 22 giugno (AP Photo/Kin Cheung)
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Dopo le dimissioni di Keir Starmer come primo ministro britannico e leader dei Laburisti, il suo successore sarà scelto con un processo di selezione interno al partito che dovrebbe concludersi in estate (nel frattempo resterà in carica Starmer). Al momento l’unico candidato è Andy Burnham, di gran lunga il favorito, e l’incognita è vedere se ce ne saranno altri.

I tempi
Starmer ha detto che chiederà al comitato centrale del partito di aprire le candidature il 9 luglio e di chiuderle entro la pausa estiva dei lavori parlamentari, cioè il 16 luglio. Ha detto anche che conta di concludere la transizione entro il 1° settembre, in modo che il suo successore possa insediarsi prima del congresso annuale del partito, previsto a Liverpool dal 27 al 30 settembre.

Dopo la raccolta delle candidature, le possibilità sono due: che ci sia solo Burnham, e a quel punto non servirebbero le primarie, o che ci siano altri candidati, e allora ci sarebbe un’elezione interna in cui voterebbero i tesserati.

I requisiti
Per candidarsi occorre avere l’appoggio di almeno il 20 per cento dei parlamentari, che coi numeri attuali significa 81. Oltre a questo, serve il sostegno del 5 per cento delle sezioni locali dei Laburisti o di tre associazioni loro affiliate (come i sindacati). Soddisfatti questi criteri, una candidatura è valida e viene sottoposta al voto degli iscritti.

C’è solo Burnham
È l’ipotesi che i media britannici chiamano coronation, cioè «incoronazione», e che ovviamente sarebbe più gradita al diretto interessato. Se il 16 luglio Burnham è l’unico candidato, non servirà passare dal voto dei membri del partito e lui diventerà automaticamente leader dei Laburisti e primo ministro. Nel Regno Unito l’incarico di primo ministro va al leader del partito che guida la maggioranza in parlamento, in questo caso appunto i Laburisti: i due ruoli coincidono.

– Leggi anche: Chi è Andy Burnham

La candidatura unica di Burnham è lo scenario che per ora sembra più plausibile, anche perché Burnham ha ampio sostegno tra i parlamentari. Lunedì l’ex ministro della Salute Wes Streeting, che era considerato uno dei possibili altri candidati, ha rinunciato e ha annunciato il suo sostegno a Burnham, probabilmente in cambio di un incarico rilevante nel futuro governo.

Inoltre i Laburisti vorrebbero evitare di somigliare ai Conservatori, che dopo Brexit si erano dilaniati in un’interminabile serie di liti interne e cambi di leadership.

Ci sono altri candidati
Da qui al 16 luglio è lunga ed è possibile che si faccia avanti qualcun altro. I candidati possono essere al massimo cinque, cioè quattro più Burnham, per i requisiti di cui abbiamo detto (il 20 per cento dei parlamentari: ognuno può sostenere un solo candidato o candidata). A questo punto ci sarebbe una votazione tra i circa 300mila tesserati del partito, a cui comunque Burnham arriva da favorito.

Il voto dei membri prevede un sistema di preferenze trasferibili: i candidati vengono votati in ordine di preferenza e, se nessuno ottiene più del 50 per cento al primo giro, si elimina l’ultimo e le sue preferenze vengono trasferite agli altri, sulla base di chi veniva indicato al secondo posto, e così via. In assenza di Streeting, e con vari membri del governo di Starmer che spingevano per una transizione ordinata a favore di Burnham, è difficile che, anche se si arrivasse a un’elezione interna, questa sarebbe davvero contendibile.

Limiti e precedenti della coronation
Il trasferimento diretto degli incarichi a Burnham porrebbe alcuni problemi.

Un pezzo dei Laburisti ritiene che danneggerebbe la legittimità dell’operazione: potrebbe sembrare – e in parte lo è – una manovra di palazzo per installarlo senza passare da un confronto interno. Inoltre a Burnham potrebbe fare comodo più tempo per prepararsi a governare, anche perché sono passati più di 10 anni dalla sua ultima esperienza nella politica nazionale: fu ministro della Salute tra il 2009 e il 2010, restò parlamentare fino al 2017 e venne poi eletto sindaco dell’area metropolitana di Manchester, incarico che ha lasciato solo pochi giorni fa per tornare in parlamento (i due ruoli non sono compatibili).

C’è comunque più di un precedente di processi di selezione interni ai partiti con un solo candidato. Tra i Conservatori, nel 2023 quando Rishi Sunak sostituì Liz Truss dopo il suo breve e disastroso governo (quello che durò 49 giorni, “meno di una lattuga”). Tra i Laburisti, nel 2007 quando Gordon Brown fu l’unico a farsi avanti per prendere il posto di Tony Blair. Sia Sunak sia Brown persero le elezioni successive alla loro nomina.