A Londra hanno dato un nome agli infortuni sulle biciclette in sharing
“Lime leg” è come vengono chiamate le fratture causate dal peso dei mezzi e dall'uso spericolato, che provoca sempre più incidenti anche in Italia

A Londra i medici del pronto soccorso hanno dato un nome specifico alle fratture alle gambe che sempre più persone si procurano cadendo dalle biciclette elettriche dei servizi di bike sharing: “Lime leg”, che può essere tradotto come “gamba da Lime”, dal nome della più diffusa tra le aziende che forniscono questi servizi.
Quando arriva un infortunio di questo tipo, negli ospedali londinesi ipotizzano già cosa è successo: la bici è caduta sulla gamba o sul ginocchio del ciclista e li ha schiacciati contro l’asfalto o il marciapiede, causando lesioni anche molto serie come la rottura del piatto tibiale (la parte superiore della tibia che forma l’articolazione del ginocchio), gravi lesioni cutanee e muscolari e fratture esposte o scomposte della tibia o del piede.
Anche negli ospedali italiani negli ultimi anni i medici del pronto soccorso e in particolare i centri traumatologici trattano sempre più spesso pazienti reduci da incidenti sulle biciclette elettriche dei servizi di bike sharing. Non si parla solo di quelli di Lime, ovviamente: nelle grandi città italiane circolano da anni monopattini e bici elettriche di Dott, Bird, Bolt, RideMovi e molte altre aziende.
A Milano ci sono 14mila biciclette elettriche a noleggio, a Roma 7mila, a Bologna 2.700, a Torino 1.500. Secondo i dati dell’ACI, nel 2024 ci sono stati 1.767 incidenti con le biciclette elettriche (comprese quelle private) e 20 persone sono morte, un aumento del 66,7 per cento rispetto all’anno prima. Il maggior numero di incidenti è spiegato innanzitutto dall’aumento della popolarità di queste biciclette elettriche a noleggio: più mezzi in circolazione e più utenti significano inevitabilmente anche più cadute, incidenti e infortuni.
Mariachiara Antonini, medico del pronto soccorso dell’ospedale San Raffaele di Milano, racconta che il turno in cui si concentrano di più questi incidenti è quello di notte, e che i pazienti sono molto spesso ragazzi e ragazze molto giovani. Le guidano spesso anche i turisti, o chiunque abbia bisogno di un mezzo facile e veloce da noleggiare. Nella stragrande maggioranza chi guida una bicicletta a noleggio lo fa senza casco o protezioni di altro tipo. Le aziende infatti non mettono a disposizione i caschi, e solo una minoranza noleggia una bicicletta usando il proprio. Un altro momento in cui si verificano più incidenti è la mattina presto, quando i pendolari si spostano per andare al lavoro, oppure quando c’è uno sciopero dei mezzi pubblici.

La cassetta metallica che contiene la batteria per la pedalata assistita delle biciclette Lime (Jose Sarmento Matos/Bloomberg/Getty Images)
L’espressione “Lime leg” ha cominciato a circolare all’inizio del 2025, quando London Centric, una testata che si occupa di notizie sulla capitale britannica, ha iniziato a seguire storie di persone cadute dalle bici elettriche di Lime che hanno riportato gravi fratture alle gambe, tali da rendere necessari uno o più interventi chirurgici e ricoveri in ospedale.
Oltre a quelli agli arti, i traumi più ricorrenti sono quelli toracici e cranici, nei casi più gravi con emorragie e fratture del cranio o delle costole. In questi incidenti gli infortuni sono più gravi rispetto alle cadute dalle biciclette tradizionali: «Quando riceviamo l’avviso dell’arrivo di un paziente traumatizzato che era autista di bici elettrica o monopattino scatta subito l’allerta […] L’approccio che abbiamo con pazienti di questo tipo è simile a quello che si ha davanti a un incidente in moto o scooter, perché spesso le lesioni e le fratture sono paragonabili a questi incidenti», dice Antonini.
La ragione è che le bici in sharing sono parecchio pesanti, nel caso di Lime oltre 35 chilogrammi: molti di più delle bici tradizionali, solitamente tra i 18 e i 25 chilogrammi. Sul telaio delle bici in sharing c’è poi una pesante cassetta metallica squadrata che contiene la batteria per la pedalata assistita, e che spesso è direttamente responsabile di questi infortuni, poiché schiaccia o urta gli arti del conducente.
Spesso invece c’entra la scarsa manutenzione delle biciclette: a Londra, almeno dodici persone hanno chiesto un risarcimento a Lime a causa di malfunzionamenti delle bici, che hanno perso dei pezzi o si sono bloccate durante il tragitto, causando gli incidenti. London Centric ha svolto un esperimento, affittando contemporaneamente 50 bici Lime e facendole controllare da un meccanico specializzato in biciclette, secondo cui almeno 6 avrebbero dovuto essere ritirate dalla circolazione a causa di componenti mancanti, pneumatici sgonfi o freni difettosi.
La testata ha anche raccontato che le bici non vengono ritirate e controllate subito dopo una segnalazione inserita nell’app. Lime ha confermato, dicendo che una bicicletta non viene automaticamente ritirata dal servizio dopo una sola segnalazione: l’avviso viene valutato, ma l’ispezione e il ritiro avvengono solo nel caso in cui ne arrivino altre da utenti che l’hanno utilizzata di recente. L’azienda dice infatti che gli utenti potrebbero esagerare la gravità del problema. Lime non ha però specificato quante segnalazioni sono necessarie perché una bicicletta venga effettivamente ritirata dal servizio.
Contattata dal Post, Lime Italia ha detto di essere a conoscenza della diffusione sui media dell’espressione “Lime leg”, e che le proprie bici hanno design e peso paragonabili a quelle degli altri servizi, assicurando che vengono sottoposte a regolari interventi di manutenzione preventiva. Nel 2025, secondo Lime Italia, il 99,99 per cento dei noleggi nel mondo si è concluso senza segnalazioni di incidenti.
A contribuire agli incidenti è spesso la mancanza di familiarità degli utenti con le biciclette elettriche: molti infortuni gravi si verificano quando i ciclisti procedono a una velocità eccessiva rispetto alle condizioni dell’asfalto o delle strade trafficate, oppure a causa della spinta iniziale della bicicletta, che è molto forte e può far perdere facilmente l’equilibrio.
Un altro fattore particolarmente significativo che contribuisce agli incidenti è il comportamento scorretto e spesso spericolato di chi non è abituato a guidare la bici in città e a muoversi in sicurezza, oppure deliberatamente ignora le regole. Moltissimi di questi spostamenti infatti avvengono la sera tardi o la notte dopo aver bevuto, a volte con due persone a bordo, senza casco, con il cellulare in mano e spesso anche quando piove e le strade sono scivolose.
L’inchiesta di London Centric è stata ripresa da diversi giornali, e Lime ha ricevuto molte critiche e segnalazioni legate alla struttura delle sue bici, che sono così pesanti perché devono resistere all’uso costante e spesso poco delicato che ne fanno molte persone.
Per cercare di risolvere la questione e limitare il numero di cause intentate dagli utenti per aver messo a disposizione biciclette considerate troppo pericolose, a marzo del 2026 Lime ha introdotto nel Regno Unito – e in particolare a Londra, dove circolano tra le 30mila e le 50mila biciclette Lime – un nuovo modello di bicicletta con modifiche strutturali: la batteria è posizionata sotto il sellino, e le ruote sono più piccole, così da abbassare il baricentro del mezzo e renderlo quindi più stabile. È un modello che potreste aver già visto: in Italia è stato introdotto già nel 2025, e adesso nelle grandi città è facile trovare entrambi i modelli e scegliere quello dei due con cui ci si sente più sicuri.
In passato l’azienda aveva cercato in diversi modi di sensibilizzare gli utenti all’uso dei caschi: il sito segnala l’esistenza di una partnership con un produttore di caschi, con uno sconto per chi ne acquista uno. Nel 2025 a Vancouver Lime aveva aperto un “salone di bellezza per caschi”, offrendo appuntamenti per ricevere una piega gratis agli utenti che si sarebbero presentati muniti di casco.



