Gli Stati Uniti smetteranno di finanziare i programmi per contrastare la diffusione dell’HIV in Sudafrica

Il governo degli Stati Uniti ha detto che smetterà di finanziare i programmi per contrastare la diffusione del virus HIV in Sudafrica. Il dipartimento di Stato statunitense ha fatto sapere in un comunicato che la decisione è legata al fatto che il Sudafrica non avrebbe fatto «progressi dimostrabili sulle richieste politiche da parte dell’amministrazione» del presidente Donald Trump.
Non si specifica quali richieste fossero da soddisfare, ma è plausibile che ci si riferisca alle leggi approvate dal governo sudafricano che secondo l’amministrazione Trump danneggerebbero la minoranza dei sudafricani bianchi, gli afrikaner. È un tema su cui nei mesi scorsi Trump aveva insistito molto, arrivando anche ad accusare il governo del Sudafrica di stare compiendo un «genocidio» degli afrikaner (un’affermazione ampiamente screditata).
Una delle leggi approvate dal presidente sudafricano Cyril Ramaphosa e maggiormente criticate da Trump prevede la possibilità di espropriare terreni agricoli agli agricoltori: riguarda limitati casi, come per terreni inutilizzati o abbandonati, e solo per motivi di interesse pubblico, ma secondo Trump sarebbe stata approvata per danneggiare i sudafricani bianchi (che posseggono gran parte delle terre coltivate nel paese).
Molti dei fondi statunitensi per la lotta all’HIV in Sudafrica erano già stati cancellati lo scorso anno, a causa dello smantellamento dei programmi dell’USAID, l’agenzia federale che da decenni fornisce aiuti umanitari e assistenza per lo sviluppo in decine di paesi in tutto il mondo: era stata una delle prime decisioni di Trump dopo il suo insediamento. Nel 2024 il Sudafrica aveva ricevuto circa 456 milioni di dollari di finanziamenti dagli Stati Uniti e nel 2025 solo 213 milioni di dollari.
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