Più di 70 operatori sanitari sono stati infettati dal virus ebola nella Repubblica Democratica del Congo

Dall’inizio dell’epidemia di ebola nella Repubblica Democratica del Congo 75 operatori sanitari sono stati contagiati dal virus e 17 di loro sono morti. Lo ha detto venerdì una funzionaria dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS). I medici sono tra le persone più esposte al contagio, sia perché ebola si trasmette attraverso il contatto diretto con i fluidi delle persone malate come sangue, saliva, feci e vomito, sia perché nei centri sanitari della zona scarseggiano i dispositivi di protezione di base, come guanti e mascherine.
Molti operatori sono inoltre stati esposti al virus prima ancora di sapere che fosse presente. Si ritiene infatti che ebola circolasse già da mesi prima che le autorità congolesi dichiarassero ufficialmente l’epidemia, il 15 maggio: i primi casi risalirebbero almeno al 25 aprile, ma all’epoca non c’erano test specifici per identificare questa particolare versione del virus.
L’epidemia è concentrata nella provincia nord-orientale di Ituri, al confine con l’Uganda: una zona isolata, a quasi tremila chilometri dalla capitale Kinshasa, dove per settimane è stato difficile organizzare il tracciamento dei contatti. Secondo i dati più recenti dell’OMS, le autorità sanitarie locali hanno rilevato 676 casi e almeno 136 morti, ma si stima che i casi reali siano molti di più.


