Una grande festa per Obama, alla Obama
Foto e video dell'inaugurazione della sua “biblioteca presidenziale” a Chicago, con concerti, politici e celebrità, da Bruce Springsteen a David Letterman

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Giovedì sera a Chicago c’è stata la cerimonia di inaugurazione dell’Obama Presidential Center, il grande centro polifunzionale voluto dall’ex presidente degli Stati Uniti Barack Obama, costruito nel quartiere in cui lui visse per anni e in cui nacque e crebbe la moglie Michelle. Il centro comprende tra le altre cose un museo, una biblioteca e un grande parco pubblico con un giardino botanico, e durante l’inaugurazione si sono viste decine di personaggi dello spettacolo, politici ed ex presidenti degli Stati Uniti, ma non quello attuale.
Obama è stato presidente per due mandati, dal 2009 al 2017, ed è stato uno dei politici più influenti e noti del Partito Democratico. Alla cerimonia c’erano gli ex presidenti Joe Biden, vice di Obama durante i suoi mandati, George W. Bush e Bill Clinton, tutti accompagnati dalle rispettive ex first lady, Jill Biden, Laura Bush e Hillary Clinton, che fu anche segretaria di Stato durante il primo mandato di Obama.
C’erano poi celebrità come Tom Hanks e Oprah Winfrey, politici Democratici come il governatore della California Gavin Newsom, e alcuni popolari conduttori televisivi, tra tutti David Letterman, amico di lunga data di Obama. Durante la cerimonia si sono esibiti anche musicisti famosi come Bruce Springsteen, Stevie Wonder, Christina Aguilera e gli U2.
Nel parco attorno al complesso si sono radunate centinaia di persone per assistere alla cerimonia e allo spettacolo, durante i quali ci sono stati anche alcuni interventi. Obama ha fatto un discorso ottimista, in cui ha insistito sulla necessità di rispettare i valori democratici degli Stati Uniti, e di collaborare anche con chi la pensa diversamente, criticando indirettamente l’attuale presidente Donald Trump, che non era stato invitato, ma senza mai nominarlo direttamente.
«L’onestà, l’integrità, la gentilezza, la compassione, il senso del dovere e dell’onore sono cose importanti nella vita pubblica come in quella privata», ha detto Obama, aggiungendo che questi valori riflettono «la convinzione di fondo che il nostro prossimo sia una persona per bene, e che possiamo vederci l’un l’altro, e capirci a vicenda, e lavorare assieme».
Da anni la società degli Stati Uniti sta diventando sempre più polarizzata e la violenza politica è in aumento, anche per il modo di esprimersi e di rivolgersi al proprio elettorato di Trump, un politico di estrema destra del Partito Repubblicano che con Obama ha una relazione molto tesa. Lo stesso Obama ha parlato protetto da grandi vetri antiproiettile per il timore di possibili attentati.

Una vista dall’alto dell’Obama Presidential Center (REUTERS/Eric Cox)
Negli Stati Uniti è un po’ una tradizione che gli ex presidenti costruiscano centri come l’Obama Presidential Center. Il primo fu Herbert Hoover, che fu presidente negli anni Trenta, e poi lo hanno fatto un po’ tutti, con il risultato che oggi nel paese ci sono 14 “biblioteche presidenziali”.
Quello dedicato a Obama si distingue per il palazzo principale, che è alto circa 70 metri e che per via della sua forma è stato soprannominato “Obamalisk”, un gioco di parole che mette insieme “Obama” e “obelisco”. Ma visto che a Chicago in inverno nevica spesso il centro ha anche una collinetta per poter usare lo slittino. Il centro ha ricevuto critiche sia per le dimensioni enormi dell’Obamalisk sia per i costi del progetto, circa 850 milioni di dollari.
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