È iniziata un’altra ondata di calore
Si prolungherà e si intensificherà la prossima settimana, con temperature che dovrebbero sfiorare i 40 °C, ma al Sud dovrebbe andare un po' meglio

A partire da mercoledì è cominciata una nuova ondata di calore in Italia e gran parte dell’Europa, che sarà più intensa e duratura della precedente di fine maggio. Nel weekend sono previste temperature massime fino a 35-36 °C in tutta l’Italia centro-settentrionale e nelle zone interne della Sardegna, con le temperature minime spesso al di sopra di 20 °C. L’ondata di caldo si prolungherà intensificandosi fino ai primi giorni della prossima settimana, quando si sfioreranno i 40 °C in diverse aree interne di Nord e Sud.
Le zone italiane più esposte al caldo nei primi giorni di questa ondata, quindi fino al weekend incluso, saranno il Nord, il Centro e la Sardegna, mentre le temperature dovrebbero rimanere più basse in Sicilia, Calabria, e Campania meridionale.
Come succede spesso d’estate, a causare il caldo è un grande anticiclone subtropicale-desertico (o anticiclone africano), cioè un’area di alta pressione particolarmente forte sull’Europa centrale e occidentale proveniente dalle regioni desertiche del Nord Africa.
La situazione dovrebbe peggiorare ulteriormente la settimana prossima, quando l’anticiclone raggiungerà il suo picco: le temperature si avvicineranno a 40 °C anche nelle zone interne del centro-sud, fino alle valli alpine più basse. Venerdì inizieranno anche le notti tropicali, cioè quando la temperatura minima non scende sotto i 20 °C ed è difficile dormire senza un sistema di ventilazione o aria condizionata.
In Sicilia, Calabria, Salento e Basilicata la situazione sarà generalmente migliore, grazie al ritorno di un vento orientale. Secondo Giulio Betti, meteorologo e climatologo del Consiglio nazionale delle ricerche (CNR) e del Consorzio LaMMA, per diversi giorni questa area avrà il miglior clima d’Europa, insieme alla Grecia.
Si potrebbero inoltre verificare temporali pomeridiani e grandinate (possibili giovedì sulle zone alpine e sul nord dell’Appennino), favorite dal contrasto tra l’aria molto calda al suolo e quella più fresca a circa 3-6 km di quota.
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Si parla di ondata di calore quando per un periodo di almeno tre giorni consecutivi le temperature medie registrate in una certa area geografica sono significativamente superiori ai valori di riferimento per quella stessa area, calcolati su un trentennio recente (generalmente il periodo 1981-2010 o il periodo 1991-2020).
Il ministero della Salute diffonde bollettini giornalieri sulle ondate di calore in 27 città italiane, segnalando i quattro livelli di rischio con i bollini colorati: per giovedì e venerdì a nessuna delle città italiane è stato assegnato il “bollino rosso”, ma venerdì a Bologna, Bolzano, Brescia, Firenze, Milano, Perugia, Rieti e Torino è previsto il livello 2 di rischio, il “bollino arancione”. Al livello 2 il rischio riguarda le persone più vulnerabili, come bambini, anziani e chi ha problemi di salute a cui è consigliato, tra le altre cose, di non esporsi al sole diretto nelle ore più calde della giornata, cioè tra le 11 e le 18.
Il ministero ha inoltre annunciato che da lunedì 22 giugno è attivo il 1500, un numero di pubblica utilità che offre ascolto e consigli di prevenzione degli effetti del caldo sulla salute e fornisce informazioni su eventuali servizi attivi sul territorio, come l’apertura dei rifugi climatici. Il numero è operativo dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 17, esclusi i giorni festivi.
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