Alcuni dipendenti dell’azienda dei trasporti di Milano sono stati sospesi per la chat in cui si scambiavano immagini sessiste, e uno è indagato

Un tram dell'ATM, a Milano (Stefano Porta/LaPresse)
Un tram dell'ATM, a Milano (Stefano Porta/LaPresse)

L’agenzia di stampa Ansa scrive che almeno una persona è indagata dalla procura di Milano per il caso della chat WhatsApp in cui i membri, presumibilmente dipendenti dell’Azienda trasporti milanesi (ATM), si scambiavano fotogrammi di donne presi dai filmati delle videocamere di sorveglianza delle stazioni e dei mezzi pubblici, commentando con toni sessisti i loro corpi. Le immagini erano prese senza consenso, e utilizzando uno strumento che dovrebbe servire a tutelare la sicurezza di chi prende i mezzi. Intanto ATM ha fatto sapere di aver sospeso dal servizio senza retribuzione i dipendenti che facevano parte del gruppo su WhatsApp, non è chiaro quanti.

ATM aveva aperto un’indagine interna e presentato una querela alla polizia locale per l’uso improprio delle telecamere di bordo da parte di alcuni dipendenti. Ansa scrive anche che sono attualmente in corso alcune perquisizioni da parte della polizia locale.

La chat, chiamata “Ticinese Staff”, era stata scoperta da una donna che l’aveva vista sul telefono di un autista ATM in pausa, seduto accanto a lei sul tram. Non si sa quante persone ne facciano parte, né se ci siano persone esterne all’azienda. La vicenda è stata resa pubblica dall’attivista e autrice Carlotta Vagnoli, che ha ricevuto la segnalazione e ne ha scritto sui social e sulla sua newsletter Rassegna Stanca.