Anche il Canada ha presentato una proposta di legge per vietare i social media agli adolescenti

Mercoledì il governo canadese ha presentato una proposta di legge che ha l’obiettivo di vietare i social media ai minori di 16 anni e di introdurre nuove misure di sicurezza per l’utilizzo degli ormai diffusissimi chatbot basati sull’intelligenza artificiale. Con l’approvazione della legge verrebbe istituito un ente per stabilire gli standard di sicurezza. In caso di violazione le aziende che controllano social e piattaforme rischierebbero sanzioni pari al 3 per cento del loro fatturato, o fino a un massimo di 10 milioni di dollari canadesi (poco più di 6 milioni di euro). La legge prevede anche deroghe per le aziende in grado di dimostrare il rispetto degli standard di sicurezza.
Secondo le stime del governo canadese il processo di approvazione della legge potrebbe richiedere circa un anno, e la successiva istituzione dell’ente regolatore un altro anno e mezzo.
Di recente in Canada le discussioni sull’uso dei social media da parte degli adolescenti si sono intensificate a causa della sparatoria di febbraio a Tumbler Ridge, in cui una 18enne aveva ucciso otto persone. A fine aprile le famiglie di alcune delle persone uccise hanno fatto causa a OpenAI e al suo amministratore delegato Sam Altman, accusandoli di aver ignorato le interazioni ritenute preoccupanti tra ChatGPT e Jesse Van Rootselaar, la 18enne che aveva sparato e poi si era suicidata.
A dicembre del 2025 l’Australia è stata il primo paese a introdurre un divieto di accesso ai social media per i minori di 16 anni, seguita da Indonesia e Malaysia, e molti paesi hanno presentato proposte simili anche in Europa.


