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  • Martedì 9 giugno 2026

In Francia l’omicidio di una bambina ha palesato un altro grosso problema

Il corpo di Lyhanna, 11 anni, è stato trovato in un silo: il principale sospettato era già stato accusato di abusi su minori senza essere perseguito

Un cartello alla manifestazione di Parigi dell'8 giugno del 2026 in cui la giustizia francese e il ministro Gérald Darmanin vengono indicati come i responsabili dell'omicidio di Lyhanna (ANSA/Alain Apaydin/ABACAPRESS.COM)
Un cartello alla manifestazione di Parigi dell'8 giugno del 2026 in cui la giustizia francese e il ministro Gérald Darmanin vengono indicati come i responsabili dell'omicidio di Lyhanna (ANSA/Alain Apaydin/ABACAPRESS.COM)
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Da una settimana in Francia l’omicidio di Lyhanna (il cognome non è stato diffuso), una bambina di 11 anni il cui corpo è stato trovato lo scorso 4 giugno dopo giorni di ricerche, è al centro del dibattito pubblico e politico: i giornali ne parlano parecchio, e tra domenica e lunedì in oltre 200 città ci sono state manifestazioni con decine di migliaia di persone. Il caso è considerato da molti un esempio dei problemi sistemici della magistratura nella gestione dei casi di violenza di genere e di violenza sui minori, ma sta mettendo in difficoltà anche il governo e specialmente il ministro della Giustizia Gérald Darmanin.

Lyhanna era scomparsa lo scorso 29 maggio a Fleurance, una cittadina di 6mila abitanti a nord di Tolosa, e il suo corpo è stato trovato cinque giorni dopo in un silo abbandonato a 15 chilometri da dove abitava. La prima autopsia ha dato risultati inconcludenti e la causa della morte non è ancora stata chiarita. Il giorno prima del ritrovamento del corpo era stato fermato un uomo di 41 anni, Jérôme Barella, ripreso da una telecamera mentre era in macchina con Lyhanna il 29 maggio. Barella è il principale sospettato dell’omicidio, lui si dichiara innocente.

Tra il 2017 e il 2025 Barella era stato accusato di violenza sessuale su ragazze minorenni in almeno quattro casi, ma le denunce non avevano mai portato a niente: da qui partono le critiche alla magistratura e al sistema giudiziario, ritenuto inefficiente e negligente nei confronti di questi casi. Sono accuse comuni in molti altri paesi, compresa l’Italia, dove spesso si parla della lentezza delle indagini sui casi di abusi o dell’inadeguatezza di misure come i braccialetti elettronici.

Le ricerche di Lyhanna a Fleurance, il 5 giugno del 2026 (AP Photo/Frederic Lancelot)

Due accuse, fra cui una di stupro nei confronti di una ragazza con meno di 15 anni, erano state archiviate per mancanza di prove. Una terza era stata presentata dalla madre di una ragazza di 17 anni: Barella aveva avuto rapporti con la ragazza, che però poi aveva detto di essere consenziente (in Francia l’età del consenso parte dai 15 anni). È però del quarto caso che in questi giorni si è parlato di più.

Ad agosto del 2025 la madre di una bambina di 11 anni, compagna di scuola dei figli di Barella, l’aveva accusato di aver violentato sua figlia più volte fra settembre del 2024 e maggio del 2025. La denuncia era arrivata alla procura di Tolosa, che aveva ordinato un colloquio con la bambina e degli esami medici che avevano confermato la presenza di lesioni. Poi però la procura ci aveva messo settimane per registrare il caso, che era infine stato assegnato alla procura della cittadina di Auch e non era stato classificato come urgente. Nel giro di qualche mese le indagini si erano arenate, non è chiaro per quale motivo. Un mandato d’arresto nei confronti di Barella emesso a gennaio del 2026 non è mai stato eseguito.

La madre della bambina, che ora ha detto che farà causa allo Stato francese per inadempienza, ha raccontato all’emittente France 2 di aver chiamato la questura di riferimento ogni lunedì mattina per settimane per sapere se ci fossero degli sviluppi sul caso, e che dopo un po’ le era stato detto: «Se non smette di chiamarci, faremo una denuncia per molestie».

Il padre di Lyhanna (il secondo da destra) e il sindaco di Fleurance Grégory Bobbato in testa alla marcia in tributo a Lyhanna a Fleurance, il 7 giugno del 2026 (EPA/GUILLAUME PINON/ANSA)

Anche il governo sta criticando la magistratura, e in sostanza sta facendo di tutto per non essere incolpato a sua volta. Il presidente Emmanuel Macron ha detto che «è chiaro che c’è stata una disfunzione (…) ed è inaccettabile», mentre il ministro della Giustizia Darmanin si è scusato con le famiglie coinvolte e ha parlato di un «terribile fallimento dello Stato e del sistema giudiziario».

Darmanin ha accusato i magistrati di aver ignorato le sue indicazioni ministeriali di dare «priorità assoluta» alle denunce dei minori, ha promesso punizioni nei confronti dei responsabili e ha ordinato un riesame dei 70mila casi in corso di presunte violenze contro minori entro il 14 luglio, una scadenza giudicata irrealistica dal sindacato dei magistrati. Intanto martedì il primo ministro Sébastien Lecornu ha proposto di aumentare dagli attuali vent’anni all’ergastolo la pena massima per le persone condannate per stupri reiterati e di inserire in una legge sulla protezione dei minori, già in discussione, l’obbligo di svolgere le indagini preliminari entro tre mesi dalla denuncia per i casi di abusi su persone minorenni.

Una manifestazione a Parigi, l’8 giugno del 2026 (ANSA/Alain Apaydin/ABACAPRESS.COM)

Molti magistrati e addetti ai lavori hanno respinto le accuse del governo: hanno riconosciuto l’esistenza di alcuni problemi strutturali, ma hanno sostenuto che questi derivino da decenni di investimenti insufficienti nel sistema giudiziario. Della questione si stava già discutendo nelle ultime settimane in Francia a causa delle molte segnalazioni di maltrattamenti e abusi sessuali nelle scuole nei confronti di bambini dai 3 agli 11 anni, che erano state quasi completamente ignorate.

– Leggi anche: Le molte denunce di abusi su minori nelle scuole francesi

In una lettera aperta indirizzata a Darmanin il sindacato di categoria ha sottolineato che la Francia ha un quarto dei procuratori rispetto alla media europea (3 per 100mila abitanti, contro i 12,2 di media) e che contemporaneamente negli ultimi anni sono aumentate le denunce per violenza di genere, sia a danni di minori che non: fra il 2017 e il 2024 le denunce di stupro sono passate da 17mila a 46mila e quelle di aggressioni sessuali su minori sono arrivate nello stesso anno a 21.536. Questo ha creato «tra i querelanti e le vittime una speranza di giustizia che il sistema giudiziario è materialmente incapace di soddisfare», ha scritto il sindacato nella lettera.

Riguardo all’accusa di Darmanin secondo cui la procura di Auch non avrebbe seguito le sue direttive ministeriali, il sindacato ha risposto che le priorità del governo variano a seconda dei casi di cronaca, portando a moltissime direttive contrastanti e impossibili da attuare con così poche risorse.

In un’intervista con il quotidiano Libération la procuratrice di Auch, Clémence Meyer, ha detto che il suo ufficio ha registrato sia nel 2024 sia nel 2025 oltre 10mila procedimenti di tutti i tipi, in una giurisdizione che copre circa 70mila persone. Ha aggiunto che da anni c’è «un problema di carenza di personale, sia a livello dei pubblici ministeri che a livello dei giudici».