State alla larga da questi antiruggine
Alcuni smacchiatori ancora in commercio contengono un pericoloso acido che ustiona la pelle in modo subdolo

Online e in alcuni supermercati sono ancora reperibili smacchiatori antiruggine con acido fluoridrico, una sostanza chimica estremamente corrosiva e tossica che entrando in contatto con la pelle (anche a bassa concentrazione) provoca gravi ustioni e può portare in casi estremi all’amputazione. Sono lotti fuori produzione man mano sostituiti da alternative più sicure, e di cui tuttavia non è stata vietata la vendita. La loro pericolosità è data anche dal fatto che l’acido agisce lentamente sulla pelle, perciò in un primo momento non ci si rende conto della gravità degli effetti che può avere.
A segnalare con una certa sorpresa il fatto che siano ancora reperibili online è stato per primo il divulgatore scientifico Massimo Sandal: «Non c’è alcun motivo razionale per vendere questo prodotto chimico al pubblico con tanta leggerezza, si può togliere la ruggine con sostanze molto meno pericolose e quasi altrettanto efficaci», ha scritto su Facebook. Gli antiruggine più venduti usano l’acido fosforico, ideale per carrozzerie di auto, serbatoi di carburante e cancelli. Mentre per tessuti e oggetti più piccoli viene consigliata una soluzione con acido citrico, meno aggressiva.
Questi smacchiatori eliminano le macchie di calcare, di ruggine e le strinature del ferro da stiro. Sul retro dell’etichetta hanno il simbolo del teschio con le ossa incrociate, per avvertire i consumatori che il prodotto può essere letale, ma è facile che passi inosservato. Nonostante non ne siano rimasti molti in circolazione, le persone potrebbero acquistarli o averli in casa ignorandone i rischi.
La straordinaria capacità corrosiva dell’acido fluoridrico fu scoperta dal chimico svedese Carl Wilhelm Scheele nel 1771. Oltre a intaccare il vetro, è anche uno dei pochi acidi in grado di sciogliere metalli e ceramiche. Oggi viene impiegato in vari processi industriali, tra i quali la lavorazione di alluminio e acciaio, la raffinazione del petrolio, l’arricchimento dell’uranio e l’incisione del silicio per realizzare celle fotovoltaiche.
– Ascolta anche: La puntata di Ci vuole una scienza sugli antiruggine pericolosi
La pericolosità dell’acido fluoridrico varia a seconda della concentrazione e dello stato (solido o liquido) in cui si trova. In ambito industriale, quindi a forte concentrazione, si comporta come gli acidi forti: se toccato provoca gravi ustioni immediatamente percepibili, e se inalato può essere letale. In Italia le fuoriuscite di gas e liquidi da impianti chimici non sono poi così rare: il caso più noto e grave fu quando nel marzo del 1979 un’esplosione di una bombola di acido fluoridrico nel petrolchimico Montedison di Porto Marghera uccise tre operai e ne ustionò 9.
Negli smacchiatori domestici la concentrazione di acido fluoridrico in soluzione può arrivare fino al 10 per cento. A queste quantità reagisce come gli acidi deboli, ossia è poco efficace contro i grassi e le proteine della pelle, nel senso che non provoca un dolore immediato e intenso, e gli effetti visibili compaiono solo dopo alcune ore. E tra questi c’è la necrosi, cioè la morte cellulare della pelle.
Accade perché, una volta che l’acido penetra i tessuti della cute, rilascia ioni fluoruro, atomi di fluoro carichi negativamente che si legano facilmente al calcio per formare un composto stabile (fluoruro di calcio). Nell’organismo questa reazione sequestra molto calcio, un minerale essenziale per mantenere resistenti e rigide le ossa, per regolare la contrazione muscolare (anche del cuore), per la coagulazione sanguigna, la trasmissione degli impulsi nervosi e l’attività di numerosi enzimi.
Come fa notare il blog scientifico Biologica, usare l’acido fluoridrico «per far sparire un cadavere non sarebbe una buona scelta»: è una citazione di una celebre scena della serie TV Breaking Bad, in cui uno dei protagonisti, Jesse Pinkman, tenta di sbarazzarsi di un criminale morto mettendolo in una vasca da bagno e riempiendola di acido fluoridrico. Spoiler, la vasca si scioglie prima del corpo.
«A volte la necrosi è così importante che dobbiamo amputare i polpastrelli», dice Carlo Alessandro Locatelli, direttore del Centro Antiveleni Maugeri a Pavia che tratta circa 20-30 casi gravi all’anno. «In Italia abbiamo avuto anche tanti casi di persone che per errore bevono detergenti del genere, rischiando poi l’arresto cardiaco».
Tra gli incidenti più comuni visti da Locatelli ci sono ustioni ai piedi causate dagli smacchiatori versati sulle scarpe da ginnastica, oppure bruciature sulle cosce di bambini, dopo aver usato il prodotto per smacchiare i pantaloni.
In caso di contatto cutaneo (il più frequente) gli esperti raccomandano di togliere gli abiti contaminati, sciacquare la zona interessata per almeno mezz’ora, e chiamare il Centro Antiveleni oppure andare immediatamente in pronto soccorso. Il gel di calcio gluconato, distribuito nelle fabbriche per gli incidenti, è un antidoto in grado di bloccare l’assorbimento dell’acido fluoridrico, ma il suo effetto dipende molto dalla fase dell’ustione in cui viene applicato.
«Questi smacchiatori sono subdoli e per nulla sicuri in ambito domestico», dice Locatelli. Se proprio bisogna utilizzarli, raccomanda di farlo con guanti protettivi spessi, in butile o neoprene, lunghi fino all’avambraccio.



