Tutto sul francobollo che ha impedito a Meloni di partecipare a un’importante riunione europea

Cosa celebra? Quante copie ne sono state stampate? Ma soprattutto: era così speciale?

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Venerdì intorno alle 15 la presidente del Consiglio Giorgia Meloni era attesa per la sessione finale di una riunione fra i paesi dell’Unione Europea e quelli dei Balcani occidentali a Tivat, in Montenegro. Non ci è mai arrivata. Più o meno negli stessi momenti in cui i leader europei si preparavano a scattare la foto finale dell’incontro, Meloni si trovava nella prefettura di Reggio Calabria per assistere alla presentazione di un francobollo celebrativo dei Carabinieri, in coda alle celebrazioni per il 212esimo anniversario della loro fondazione.

La presenza di Meloni alla presentazione del francobollo non era prevista, e dal governo hanno fatto sapere che la presidente del Consiglio ci è andata solo dopo aver capito che sarebbe arrivata troppo in ritardo a Tivat (e avere avvisato il governo montenegrino che non ce l’avrebbe fatta). In realtà le agende dei presidenti del Consiglio vengono comunque gestite con un certo margine di manovra: se Meloni insomma avesse voluto partecipare a tutti i costi alla riunione in Montenegro, avrebbe trovato il modo. E invece il fatto che durante una importante incontro internazionale fosse impegnata alla presentazione di un francobollo è stato molto notato, e preso in giro, dall’opposizione.

Il francobollo in questione è stato emesso venerdì in 200.016 copie. È largo 40 millimetri e alto 48, ha una grammatura – cioè un peso complessivo del foglio e della stampa – di 90 grammi per metro quadro, e una dentellatura di tipo 9, che cioè prevede un bordo con 9 piccole anse ogni 2 centimetri.

Il disegno raffigura un carabiniere senza volto che tende la mano a un bambino: secondo il ministero delle Imprese e del Made in Italy, che ha promosso l’emissione speciale, «rappresenta l’invito a camminare insieme verso un futuro condiviso, per costruire insieme una società migliore e più sicura». L’intero progetto grafico è stato realizzato dall’Accademia delle Belle Arti di Reggio Calabria.

Il francobollo costa 1,30 euro e viene venduto insieme a un chiudilettera, cioè un rettangolo adesivo che serve per sigillare le buste. I chiudilettera dei francobolli speciali vengono spesso emessi con colori simili ma non identici a quelli del francobollo vero e proprio, anche per segnalare il fatto che non hanno valore legale. Del chiudilettera sono state stampate 33.336 copie, cioè un sesto di quelle del francobollo.

Si possono acquistare entrambi negli uffici postali più grandi oppure sul sito di Poste Italiane dedicato alla filatelia.

Il francobollo commemorativo per i 212 anni dell’Arma dei Carabinieri fa parte della serie tematica “i valori sociali”, pensata per celebrare enti o personalità importanti della società italiana. Soltanto nel 2026 oltre ai Carabinieri sono stati celebrati l’Ordine dei giornalisti, il giurista Vittorio Bachelet, ma anche la Giornata nazionale contro il Bullismo ed il Cyberbullismo.

Più in generale quest’anno il governo ha in programma l’emissione di 65 francobolli speciali, fra cui alcuni dedicati al conduttore Pippo Baudo, alla squadra di calcio della Fiorentina e al personaggio dei fumetti Dylan Dog. Saranno emissioni con tirature molto corpose: significa che serviranno molti anni perché questi francobolli assumano un valore economico importante. Per avere un termine di paragone: i francobolli speciali spediti nel 2006 alle persone neo-maggiorenni – ne furono stampati 66.444 – oggi valgono qualche centinaio di euro.

Insomma, il francobollo alla cui presentazione ha partecipato Meloni non era così speciale. Tanto che nell’opposizione alcuni hanno accusato Meloni di averla usata come scusa per saltare una riunione avvenuta in un periodo in cui c’è una certa distanza dai principali leader europei.

Ormai da mesi Meloni non viene inclusa fra i leader europei che si coordinano più direttamente col presidente ucraino Volodymyr Zelensky, cioè il presidente francese Emmanuel Macron, il primo ministro britannico Keir Starmer e il cancelliere tedesco Friedrich Merz. Quando c’è stata la possibilità di allargare il formato, la settimana scorsa, Meloni ha rifiutato l’invito a partecipare a una riunione perché coincideva con la Festa della Repubblica italiana, il 2 giugno. Sempre negli ultimi giorni il governo italiano ha commentato con grande freddezza l’ipotesi avanzata da quello tedesco di accelerare l’ingresso dell’Ucraina nell’Unione Europea.

Parlando col Corriere della Sera, una fonte interna alla presidenza del Consiglio che ha preferito restare anonima ha cercato di ridimensionare il caso del francobollo e della riunione in Montenegro. «Siamo stati semplicemente troppo ambiziosi con la nostra agenda: la cerimonia dedicata all’Arma si è protratta più del previsto per via anche dell’accoglienza riservata alla premier, e quando abbiamo capito che ormai non ce l’avremmo fatta ad arrivare in tempo abbiamo accettato l’invito in Prefettura, tutto qui», ha detto la fonte.