Il primo ministro albanese ha sminuito le proteste contro il resort del genero di Trump
Edi Rama ha sostenuto che, se non fosse per il coinvolgimento della famiglia Trump, ai manifestanti «non fregherebbe un cazzo»

Il primo ministro albanese Edi Rama ha usato toni sprezzanti sulle proteste di questi giorni contro un progetto immobiliare di lusso legato alla società di Jared Kushner, il genero di Donald Trump, all’interno di un’area protetta. «Se non fosse per Jared, non gliene fregherebbe un cazzo», ha detto Rama in un’intervista al sito Politico Europe.
Rama ne ha parlato mentre era in Montenegro per un’importante riunione tra i leader europei e quelli dei paesi dei Balcani occidentali: le sue dichiarazioni, in questo contesto, segnalano fastidio e un tentativo di sminuire le proteste che si sono allargate, portando in strada migliaia di persone e ottenendo attenzione sui media internazionali.
Le proteste sono state chiamate, dai media ma pure dai promotori, “rivoluzione dei fenicotteri” perché i manifestanti li usano come simbolo, con una certa enfasi sulla loro portata finora. Il cantiere della società di Kushner è nell’area protetta di Vjosa-Narta, una zona costiera che ospita fenicotteri, appunto, foche e siti di nidificazione delle tartarughe marine.

Una delle proteste di questi giorni, a Tirana il 3 giugno (AP Photo/Hameraldi Agolli)
Le proteste hanno una connotazione ambientalista e una politica, che accusa Rama di svendere il paese avendo aperto la strada allo sviluppo turistico – e agli interessi economici della famiglia Trump – con controverse modifiche allo status di tutela della regione. Il progetto prevede di trasformare l’isola disabitata di Sazan, nell’Adriatico, in un complesso turistico di lusso, con circa 10mila stanze.
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Rama, nel difenderlo, si è sempre concentrato sulle ricadute economiche e sull’investimento da 4 miliardi di euro promesso da Kushner. Nell’intervista a Politico ha accusato i media stranieri di distorcere le proteste ingrandendo il numero dei partecipanti, che in realtà è aumentato giorno dopo giorno. La tattica di Rama è sostenere che le preoccupazioni ambientali siano un pretesto per attaccare Trump, mentre le proteste sono anzitutto contro di lui.
Queste dichiarazioni sul progetto non sono le uniche colorite fatte da Rama venerdì. Alla riunione in Montenegro si faceva il punto sulle candidature di vari paesi dei Balcani per entrare nell’Unione Europea, Albania inclusa. Quando hanno chiesto a Rama se fosse realistico l’obiettivo del 2030, indicato dal suo governo, lui ha detto che «ci sono tre cose che non puoi prevedere: Dio, il sesso, e l’Unione Europea».


