Lo speleologo che era bloccato in una grotta in Piemonte è stato recuperato
Si trovava a circa 120 metri di profondità nella grotta dei Cinghiali Volanti, in provincia di Cuneo: è cosciente

Lunedì mattina alle 5 e 40 lo speleologo italiano che da domenica pomeriggio era bloccato a 120 metri di profondità nella grotta dei Cinghiali Volanti, nel comune di Garessio, in provincia di Cuneo, è stato recuperato: è cosciente e secondo i medici in condizioni di salute complessivamente buone.
Non è stato necessario trasportarlo fuori dalla grotta con una barella: era rimasto incastrato con una gamba sotto un pezzo di roccia che avrebbe ceduto da una parete, per cui non riusciva a risalire. L’uomo è stato comunque portato in ospedale per fare alcuni accertamenti.
Per i soccorsi sono stati mobilitati 53 tecnici del soccorso speleologico provenienti da Liguria, Piemonte e Lombardia, che hanno lavorato tutta la notte per tirarlo fuori in sicurezza. Le operazioni erano complicate dalla profondità e dagli spazi ristretti, e sono consistite anche nell’allargare i cunicoli frantumando le pareti di roccia, per rendere più agile il passaggio.

(Soccorso Alpino e Speleologico)
Non si sa il nome dell’uomo, secondo la stampa locale ha una ventina d’anni ed è residente in Liguria. Era entrato nella grotta insieme ad altre persone per esplorarla. La grotta dei Cinghiali Volanti si trova all’interno dell’area carsica di Rocca d’Orse-Valdinferno, ed è molto frequentata dagli appassionati di speleologia. Il punto più profondo in cui è stata esplorata si trova a 126 metri.



