Il Ghana sta riprovando a criminalizzare la comunità LGBTQ+

Il presidente del Ghana John Dramani Mahama a Lione, in Francia, 7 aprile 2026 (Christophe Petit Tesson/Pool Photo via AP)
Il presidente del Ghana John Dramani Mahama a Lione, in Francia, 7 aprile 2026 (Christophe Petit Tesson/Pool Photo via AP)

In Ghana il parlamento ha approvato una proposta di legge per criminalizzare la comunità LGBTQ+. Prevede una pena fino a tre anni di carcere per le persone che si identificano pubblicamente come omosessuali, bisessuali, transgender o queer, e per chi ha relazioni omosessuali. La legge vieta inoltre di promuovere e finanziare ogni tipo di attività legata alla comunità LGBTQ+: chi trasgredisce rischia dai tre ai cinque anni di carcere. Viene inoltre introdotto l’obbligo di denunciare alla polizia i responsabili degli atti ritenuti illeciti.

La legge non è ancora in vigore: deve essere firmata e promulgata dal presidente di centrosinistra John Dramani Mahama, eletto di nuovo alla fine del 2024 dopo aver governato il paese tra il 2013 e il 2016. Mahama ha fatto capire di essere favorevole, in varie dichiarazioni pubbliche. In Ghana le relazioni omosessuali sono già vietate da una legge risalente all’epoca coloniale britannica.

Nel 2024 era stata approvata una legge simile, che però non era più entrata in vigore a causa di una serie di ricorsi che avevano posticipato la firma dell’allora presidente ghanese Nana Akufo-Addo. Il Ghana non è l’unico paese in Africa che vuole introdurre restrizioni discriminatorie di questo tipo: oltre 30 su 54 paesi africani hanno leggi che criminalizzano le relazioni omosessuali e puniscono le persone con la detenzione in carcere per oltre dieci anni.