Il sindaco di Ferrara e un incidente stradale diventato un caso politico
Di mezzo ci sono un'auto fuori strada, le dimissioni di un'assessora dopo un alcoltest positivo e un gesto ritenuto intimidatorio dall'opposizione

Durante il consiglio comunale di mercoledì scorso il sindaco leghista di Ferrara, Alan Fabbri, si è avvicinato in silenzio ai banchi dei consiglieri di opposizione e ha lasciato un foglio che riportava una vecchia notizia sulle vicende giudiziarie del figlio di uno di loro, l’avvocato Fabio Anselmo. È un gesto che Anselmo e i colleghi di opposizione hanno interpretato come intimidatorio – valutazione sposata anche dalla stampa locale – anche perché non è successo durante un consiglio comunale qualsiasi. In aula si stava discutendo una mozione di sfiducia presentata proprio da Anselmo contro Fabbri, dopo che il sindaco era stato coinvolto in un incidente stradale insieme all’assessora Francesca Savini. Savini guidava l’auto, era risultata positiva all’alcoltest e si era poi dimessa, Fabbri invece no.
L’incidente era avvenuto la sera di lunedì 4 maggio a Sermide e Felonica, comune del mantovano poco distante da Ferrara. L’auto era finita fuori strada e si era ribaltata in un campo. Né Fabbri né Savini erano rimasti feriti in modo grave, ma l’assessora era stata trovata con un tasso alcolemico (cioè una concentrazione di alcol nel sangue) superiore a 1,5 grammi per litro, il triplo del limite massimo consentito per guidare. Savini era stata denunciata per guida in stato di ebbrezza e le era stata ritirata la patente.
Fabbri amministra Ferrara dal 2019, quando divenne il primo sindaco di centrodestra eletto in città dopo la Seconda guerra mondiale, una vittoria importante per lui e per il suo partito, la Lega. Fu poi confermato sindaco alle elezioni amministrative del 2024.
Fabbri e Savini avevano parlato pubblicamente dell’incidente solo il sabato successivo, il 9 maggio, quando l’assessora aveva annunciato le sue dimissioni. Nel comunicato Savini diceva di aver preso questa decisione nel rispetto dei cittadini, ma anche che l’accertamento delle cause dell’incidente era ancora in corso e che tutto sarebbe stato chiarito «nelle sedi opportune». Anche Fabbri aveva parlato di accertamenti ancora in corso e di rispetto «della privacy e del lavoro degli organi competenti» per spiegare per quali motivi la notizia non fosse uscita subito.
Nei giorni successivi i consiglieri dell’opposizione avevano chiesto al sindaco di chiarire per quale motivo la notizia dell’incidente – secondo loro di rilevanza pubblica, visto che riguardava due funzionari del comune – fosse stata resa nota solo diversi giorni dopo l’accaduto. Secondo loro, infatti, Fabbri e Savini ne avevano parlato solo dopo che il giornale Estense.com aveva pubblicato la notizia. I consiglieri del Movimento 5 Stelle avevano chiesto al sindaco anche per quale motivo non avesse impedito alla consigliera di mettersi alla guida dell’auto dopo aver bevuto, ritenendo che fosse una sua responsabilità.
Era intervenuto anche il consigliere di minoranza Fabio Anselmo, che alle ultime elezioni, quelle del 2024, si era candidato contro Fabbri con la lista civica Anselmo Sindaco. Anselmo è un avvocato famoso per aver lavorato su diversi casi di abusi delle forze dell’ordine e in particolare per essere stato il legale della famiglia di Stefano Cucchi (il 31enne romano morto nel 2009 dopo essere stato arrestato e picchiato da due carabinieri) nel processo per il suo omicidio.
Dopo l’incidente, Anselmo aveva firmato una mozione di sfiducia per chiedere le dimissioni di Fabbri. Aveva fatto notare, tra le altre cose, che il coinvolgimento del sindaco nell’incidente aveva comportato un grave danno di credibilità per il comune, soprattutto in relazione alle campagne istituzionali sulla sicurezza stradale.
Il sindaco Fabbri ha risposto alla mozione di sfiducia nel consiglio comunale di mercoledì 27 maggio. Nel suo intervento, riportato dal quotidiano La Nuova Ferrara, ha chiarito che l’auto coinvolta nell’incidente apparteneva a Savini, che l’assessora gli era sembrata in condizioni idonee a guidare e che nei verbali dei carabinieri non risultano sue alterazioni psicofisiche. Ha anche detto che «allo stato attuale non esiste alcuna correlazione accertata tra il sinistro e l’esito dell’alcoltest, sul quale sono ancora in corso verifiche».

Il sindaco di Ferrara Alan Fabbri e il segretario della Lega Matteo Salvini nel 2019 (ANSA/Sergio Pesci)
Fabbri ha poi annunciato di voler lasciare l’aula del consiglio comunale per permettere ai consiglieri di votare sulla richiesta delle sue dimissioni «in piena libertà e senza nessun condizionamento». Uscendo, però, ha posato sui banchi dell’opposizione un foglio con stampata un’agenzia Ansa che riportava la notizia dell’arresto del figlio di Anselmo, avvenuto nel 2021 dopo che i carabinieri lo avevano trovato in possesso di sostanze stupefacenti.
Anselmo ha trovato e letto il foglio, poi ne ha comunicato il contenuto all’aula e ha lasciato l’assemblea, dicendo di voler andare a denunciare l’accaduto. Su Facebook ha definito il gesto di Fabbri «un tentativo goffo e miserabile» di ostacolarlo e ha detto di non volersi fare ricattare da nessuno. I colleghi di Anselmo hanno poi ritirato la mozione perché ritenevano scandalosi l’assenza e il gesto del sindaco, e hanno detto che probabilmente la ripresenteranno.
Sempre su Facebook, Fabbri ha scritto di aver lasciato il documento «per ricordare all’opposizione, e in particolar modo al consigliere Anselmo, quanto i fatti personali, specialmente in politica, possano far male». Rispondendo ad Anselmo, che lo aveva accusato anche di aver violato la privacy del figlio, ha detto che lui non ha menzionato l’articolo pubblicamente, e che è stato lo stesso Anselmo ad aver comunicato il contenuto a tutta l’assemblea. Ha concluso il suo messaggio dicendo che «quando si decide di trasformare il dolore e le vicende personali in strumenti di lotta politica, bisognerebbe ricordarsi che quella lama può ferire chiunque».
La Digos (il reparto investigativo della polizia) di Ferrara ha sentito in questura alcuni consiglieri comunali del Partito Democratico, che erano presenti quando Fabbri ha lasciato il foglio.



