La polizia turca ha fatto irruzione nella sede del principale partito di opposizione

(AP Photo/Ali Unal)
(AP Photo/Ali Unal)

La polizia turca, con agenti in tenuta antisommossa, ha fatto irruzione negli uffici del principale partito di opposizione, il Partito Popolare Repubblicano (CHP), sparando gas lacrimogeni e proiettili di gomma contro dirigenti, funzionari e sostenitori del partito che da tre giorni si erano barricati nell’edificio per protestare contro una sentenza che obbliga il partito a cambiare segretario.

Tra le persone all’interno della sede, infatti, c’era Özgür Özel, il più importante esponente dell’opposizione turca ancora in libertà, che nel 2023 era stato eletto segretario del CHP. Giovedì 21 maggio, però, una Corte di appello della capitale Ankara ha emesso una sentenza che annulla l’elezione di Özel. È considerata l’ennesima causa pretestuosa intentata dal governo autoritario del presidente Recep Tayyip Erdogan per ostacolare l’opposizione in vista delle elezioni presidenziali, previste per il 2028.

La Corte ha stabilito che il posto di Özel deve essere preso dal suo predecessore, Kemal Kilicdaroglu, che venne sconfitto alle presidenziali del 2023 e che da tempo ha molto ridotto i suoi impegni in politica. La causa infatti ha annullato il congresso del partito del 2023 in cui Özel era stato eletto segretario, accogliendo le accuse secondo cui ci sarebbero state delle irregolarità formali nel voto. Le accuse erano state sostenute dal governo, e in Turchia la magistratura non è indipendente.

La sentenza di giovedì ha accolto le accuse e ha annullato gli atti di quel congresso e di quelli successivi. Ha aggirato così anche il tentativo di tutelare Özel che il CHP aveva fatto nel settembre del 2025 organizzando un nuovo congresso e rieleggendolo. Il nuovo congresso aveva spinto il tribunale di primo grado ad archiviare il processo.

Durante l’irruzione della polizia nella sede del partito, i sostenitori hanno inizialmente tentato di resistere spruzzando gli agenti con gli estintori, ma sono stati fermati. Porte, mobili e finestre del piano terra sono stati distrutti. Uscendo infine dall’edificio, Özel ha detto ai giornalisti riuniti all’ingresso: «Ce ne andiamo [dalla sede] solo per riprenderne il controllo in un modo che non possa più essere ostacolato da nessuno. Quando torneremo, né questa amministrazione né i suoi collaboratori oseranno più farlo».

– Leggi anche: Il processo contro il principale rivale di Erdogan