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  • Sabato 23 maggio 2026

Per chiedere la “Green Card” sarà necessario uscire dagli Stati Uniti

Le richieste per il permesso di residenza permanente andranno fatte dal proprio paese d'origine, con molte lentezze e complicazioni in più

Il presidente statunitense Donald Trump (AP Photo/Alex Brandon)
Il presidente statunitense Donald Trump (AP Photo/Alex Brandon)
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Venerdì il governo degli Stati Uniti ha detto che la grande maggioranza delle persone che vogliono un permesso di residenza permanente, noto comunemente come “Green Card”, dovrà fare domanda dal proprio paese di origine. Non sarà insomma più possibile chiederla e ottenerla mentre si vive e lavora negli Stati Uniti, come avviene comunemente oggi, ma bisognerà uscire e poi rientrare a permesso ottenuto. Ci saranno esenzioni solo in «circostanze eccezionali», hanno detto i servizi per la Cittadinanza e l’Immigrazione degli Stati Uniti, l’agenzia che si occupa di gestire l’immigrazione legale, senza però dare molti dettagli.

È una decisione che avrà grosse conseguenze su centinaia di migliaia di persone, e rientra nei più ampi provvedimenti dell’amministrazione Trump per ostacolare e limitare l’immigrazione, anche quella legale.

La domanda andrà fatta al servizio consolare dell’ambasciata statunitense del proprio paese d’origine. Il processo richiederà molto più tempo, perché le richieste dovranno essere gestite da uffici con meno risorse e dipendenti rispetto a quelli che se ne occupano attualmente. Probabilmente porterà anche alla separazione di molte famiglie che al momento si trovano negli Stati Uniti. Oltre a questo c’è anche il rischio che le richieste vengano negate, e che quindi queste persone non possano più rientrare negli Stati Uniti.

La “Green Card” permette di vivere e lavorare negli Stati Uniti, ed è generalmente il passaggio che precede l’ottenimento della cittadinanza. Ogni anno circa 500mila persone la ottengono mentre si trovano già regolarmente negli Stati Uniti, per esempio perché ci lavorano o perché hanno sposato una persona con la cittadinanza statunitense.

Il governo ha sostenuto che la decisione è necessaria per evitare che le persone a cui viene rifiutato il permesso di residenza poi rimangano irregolarmente negli Stati Uniti. Un portavoce dei servizi per la Cittadinanza e l’Immigrazione, Zach Kahler, ha detto che le persone che portano «un beneficio economico» o che sono importanti «nell’interesse nazionale» potranno comunque fare domanda dagli Stati Uniti.

Come è già successo in passato con altre decisioni prese dall’amministrazione Trump, anche l’annuncio di venerdì ha creato molta confusione. Diversi avvocati che si occupano di immigrazione hanno raccontato al New York Times di essere stati contattati da tantissime persone preoccupate dal fatto che la decisione possa influire sulle loro richieste.

Da quando è ridiventato presidente Trump ha preso diverse decisioni per ostacolare l’immigrazione, anche quando si tratta di quella legale. Per esempio, a settembre del 2025 aveva deciso di rendere più costosi i visti H-1B, utilizzati per impiegare lavoratori stranieri specializzati. Ha anche iniziato un processo per privare della cittadinanza centinaia di cittadini naturalizzati statunitensi, e per riesaminare migliaia di permessi di residenza permanente al fine di controllare che non siano stati concessi a immigrati irregolari.