Tredici minorenni sono stati segnalati alla procura minorile di Firenze per apologia del fascismo e odio razziale

Un’indagine condotta dalla polizia di Siena ha scoperto alcune chat in cui un gruppo di tredici minorenni inneggiava ad Adolf Hitler, condivideva materiale pedopornografico e discuteva di possibili azioni di vendetta contro i cosiddetti “maranza”, termine usato per indicare in modo generico gruppi di ragazzi e ragazze, spesso italiani di seconda generazione, che vivono nelle periferie.
I ragazzi coinvolti sono stati segnalati dalla polizia alla procura minorile di Firenze per propaganda e istigazione all’odio razziale ed etnico, apologia del fascismo e del nazismo, detenzione illegale di armi e detenzione e diffusione di materiale pedopornografico. Tra loro c’è anche una ragazza. Ora la procura dovrà valutare il fascicolo trasmesso dalla polizia e decidere se procedere con eventuali altre indagini.
L’indagine era partita dopo la segnalazione del padre di un ragazzo che frequentava il gruppo, e che secondo la polizia è estraneo ai fatti. Il ragazzo aveva detto al padre che gli era stato proposto di acquistare un’arma.
Dopo questa prima segnalazione la Digos aveva fatto delle perquisizioni nelle case di due dei ragazzi coinvolti, trovando un fucile a doppia canna e delle munizioni calibro 9.
Poi la polizia ha perquisito e analizzato i telefoni, scoprendo la rete di chat dove i ragazzi condividevano contenuti omofobi, razzisti e pedopornografici. Una delle chat si chiamava “Partito Repubblicano Fascista” e per entrarvi bisognava ricevere l’approvazione da parte degli altri membri del gruppo. In questa chat sono stati condivisi contenuti che inneggiavano a Benito Mussolini e Adolf Hitler, frasi razziste e omofobe e video di aggressioni contro persone immigrate.
Nella chat si parlava anche dell’acquisto su Internet di armi e di oggetti usati per picchiare. Secondo la polizia alcuni dei membri delle chat avrebbero anche voluto effettuare delle ronde contro le persone immigrate che vivevano a Siena.


