In Lituania presidente, ministri e parlamentari hanno dovuto entrare in un rifugio aereo per lo sconfinamento di un drone

Mercoledì mattina gli abitanti di Vilnius, capitale della Lituania, hanno dovuto cercare riparo in un posto sicuro a causa di un’allerta diffusa per lo sconfinamento di un drone nello spazio aereo lituano: hanno dovuto rifugiarsi anche il presidente lituano Gitanas Nausėda, la prima ministra Inga Ruginienė, e ministri e parlamentari che si trovavano in città. L’allarme, che coinvolgeva anche varie regioni circostanti, è stato revocato alcune ore più tardi.
Non sono state diffuse informazioni sulla provenienza del drone, ma negli ultimi mesi è capitato diverse volte che droni ucraini diretti contro il territorio russo finissero fuori rotta e sconfinassero nei paesi baltici e in Finlandia. Recentemente l’Ucraina ha intensificato i suoi attacchi contro la Russia con droni a lungo raggio. Nelle scorse settimane il modo maldestro in cui il governo della Lettonia aveva gestito uno di questi sconfinamenti aveva causato una crisi politica nel paese e portato alle dimissioni della prima ministra.
I governi dei paesi baltici, che sono grandi sostenitori dell’Ucraina, hanno attribuito gli sconfinamenti anche alle contromisure elettroniche della Russia, che disturbano i segnali che guidano i droni per evitare che colpiscano i loro obiettivi. La Russia ha negato e li ha accusati di permettere all’Ucraina di usare il loro spazio aereo per attaccarla. Nessuno dei governi ha pubblicato prove a sostegno delle proprie posizioni.
L’allerta diffusa mercoledì dal ministero della Difesa lituano indicava alla popolazione di «rifugiarsi immediatamente in un luogo sicuro, prendersi cura dei propri cari e attendere ulteriori indicazioni». Per precauzione sono stati sospesi anche il traffico aereo e la circolazione ferroviaria nell’area di Vilnius. A scuole e asili è stato chiesto di mettere in sicurezza i bambini nei rifugi.


